Un disastro ambientale e a pagarne le conseguenze, in modo severo, sono la salute delle persone, da anni attanagliata dai miasmi sprigionati dalle acque putrite, e l’economia locale. Una situazione insostenibile da poter ancora tollerare. “Riaprire subito, a livello nazionale e non solo locale, la vertenza sul fiume Sarno, un dibattito pubblico che rimetta la questione al centro dell’agenda politica del Paese”. E’ l’accorato appello lanciato da Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, Legambiente e Libera sul peggiorare delle condizioni del fiume più inquinato d’Europa.
“Nella Valle del Sarno il disastro ambientale è stato perpetrato per decenni senza mai risposte efficaci – si legge nell’appello firmato dalle tre associazioni – a discapito di centinaia di migliaia di persone che abitano in questi territori. Il passaggio dai poteri straordinari del Commissario di Governo ai poteri ordinari della Regione Campania ha avuto come conseguenza il venir meno della consapevolezza che il problema del Sarno non fosse solo l’inquinamento ma il complessivo risanamento idraulico, idrogeologico, ambientale e sociale dell’intero Bacino idrografico del Sarno”.
Intervenire con urgenza, dare impulso alle attività di controllo, prevenzione e repressione a fenomeni di inciviltà, ma soprattutto affrontare il problema anche in ottica ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Pnrrr, infatti, può essere la risorsa in più per disinnescare, definitivamente, la bomba ambientale che minaccia oltre 30 comuni attraversati dal Sarno. Tematiche che saranno affrontate questo pomeriggio alle ore 18 a Scafati nel corso di un incontro pubblico. La parrocchia di San Francesco di Paola ospiterà Vincenzo Calò, segreteria nazionale A.N.P.I., Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, e don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso di avvicinamento alla XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si svolgerà il prossimo 21 marzo a Napoli.
“Il bacino idrografico del Sarno – prosegue l’appello – è un’area densamente abitata e ricca di eccellenze industriali ed agricole, che devono porsi da subito come mission la riconversione green. Le condizioni del fiume Sarno sono del resto anche una questione di legalità. Riaprire con rinnovato vigore la vertenza sul disinquinamento del Sarno significa rinnovare il nostro impegno contro mafie e corruzione, contro lo spreco e la cattiva gestione delle risorse pubbliche, per affermare la giustizia sociale accanto alla giustizia ambientale”.
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