Parte il contrasto al fenomeno dei roghi che ogni anno segna pesantemente la Campania. La notevole presenza del verde del territorio campano con l’arrivo dell’estate è costantemente messo in pericolo dagli incendi che minacciano i boschi. Tanti, troppi, gli ettari che annualmente bruciano e che devastano l’intero ecosistema della regione. Tre mesi di divieti che dovrebbero servire per evitare roghi e incendi boschivi. Dal 1 luglio al 30 settembre su tutta la regione Campania sarà divieto assoluto di bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio delle attività agricole nei terreni, anche se incolti, degli orti, parchi e giardini pubblici e privati, nonché la combustione di residui vegetali forestali.
A dichiararlo è Italo Giulivo, Direttore Generale della Protezione Civile campana, che conferma per il territorio regionale lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Il decreto, inoltre, fa assoluto divieto di accendere fuochi di ogni genere e svolgere attività che possano determinare l’innesco di un incendio. Anche per l’estate 2020, alle prese con il post Covid -19, l’allerta incendi è estremamente elevata. E i cittadini hanno l’importante compiti di essere sentinelle a protezione della natura. Attraverso il numero verde della Regione Campania, 800449911, il 115 dei Vigili del Fuoco o il 1515 del Corpo Forestale dei Carabinieri possono segnalare la minaccia di roghi in zona boschiva.
Anche per i sindaci è chiesta la massima vigilanza e la necessità di rafforzare le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento e allarme per incendi boschivi sul proprio territorio, anche avvalendosi delle associazioni di volontariato di protezione civile, nonché di sensibilizzare i cittadini e le associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori, promuovendo la cultura di protezione civile e le corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell’ambiente.
Il decreto regionale richiama all’attenzione, inoltre, i proprietari o detentori delle aree boscate, i proprietari frontisti e i proprietari di aree di interfaccia bosco-insediamenti abitativi affinché provvedano a tutti gli adempimenti posti a loro carico dalla normativa vigente. Ai trasgressori saranno applicate le sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa statale e regionale.
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