La vicenda sul dumping contrattuale nella sanità privata fa ancora discutere tanto da portare l’attenzione sino a Palazzo Chigi. La Cgil Funzione pubblica ha lanciato una petizione diretta al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Raggiunte in poco tempo più di 1500 firme. “Più del 50% delle aziende private che garantiscono un servizio pubblico applicano “contratti pirata” – scrive il sindacato all’interno della nota che accompagna la petizione – che consentono loro di percepire dalle Asl remunerazioni uguali alle imprese che applicano il contratto della “Sanità Privata” ma di pagare di meno i lavoratori facendoli lavorare di più”.
Quella del dumping contrattuale tiene conto della questione dei rimborsi relativi al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della sanità privata, definite dai sindacati che si battono da mesi sulla vicenda “vere e proprie ingiustizie”. “Le imprese private – hanno spiegato dalla Cgil – si arricchiscono a danno delle lavoratrici e dei lavoratori creando concorrenza sleale e questo è inaccettabile, ma lo è ancora di più se a incentivarlo è la Pubblica Amministrazione”. Una vicenda, come detto, che si protrae da tempo. Nei mesi scorsi i lavoratori della riabilitazione hanno denunciato in più occasione “la scorrettezza dell’agire mediante contratti pirata” con diverse manifestazioni in strada, facendo sentire la propria sete di giustizia sino alla sede della Regione Campania.
Per far valere la propria voce, alcune aziende hanno anche costituito il Comitato Giustizia Contrattuale, con il quale raggiunsero una sorta d’intesa con la stessa Regione che definì il dumping “iniquo e necessario da superare attraverso soluzioni concrete”. Sulla vicenda si è mosso con decisione anche il Direttore Generale per la Salute, l’avvocato Antonio Postiglione, e il presidente della Commissione Trasparenza della Regione Campania, Nunzio Carpentieri, che poco più di due mesi fa chiese a tutte le Asl della Campania di rendere pubblici e conoscibili i contratti applicati per il personale non medico dei singoli centri di riabilitazione accreditati presso il sistema sanitario regionale.
Ad ottobre si è accesa la rivolta di sindacati e membri del Comitato giustizia contrattuale alla notizia che la Regione aveva sottoscritto un verbale di accordo con le associazioni datoriali della macroarea della riabilitazione in riferimento all’aggiornamento delle tariffe. “Un accordo che non porta ad alcuna soluzione alla vicenda del dumping contrattuale, una vera ingiustizia” il commento dei sindacati che continuano a denunciare quanto accaduto, chiedendo l’intervento del governo centrale.
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