Ieri sera il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel suo discorso al Paese ha dato le indicazioni della cosiddetta Fase 2. Sommariamente ha anticipato il Decreto che dovrebbe regolare la via del Paese dal prossimo 4 maggio. Ma la comunicazione non ha sortito gli effetti sperati. Infatti immediatamente dopo il discorso i media nazionali e locali hanno iniziato a commentare, non certo in maniera positiva, le cose dette. Si è continuato a dare notizie senza che il decreto fosse stato redatto nei minimi particolari, insomma prima gli annunci, poi i fatti. I cittadini si aspettano, invece, prima i fatti, poi gli annunci. Sui social, che ormai sono diventati il termometro degli umori degli italiani, si sono sprecati i commenti di stanchezza e delusione.
Spostamenti – “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie”. “In ogni caso – si legge nel testo – è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.
Trasporti garantiti “ma evitare sovraffollamento” – “Il presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti”. ”I passeggeri dovranno indossare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per la protezione del naso e della bocca” e ”’sugli autobus e sui tram si dovrà garantire ”un numero massimo di passeggeri, in modo da consentire il rispetto della distanza di un metro tra gli stessi, contrassegnando con marker i posti che non possono essere occupati. Per la gestione dell’affollamento del veicolo, l’azienda può dettare disposizioni organizzative al conducente tese anche a non effettuare alcune fermate”. ”Nelle stazioni della metropolitana si dovranno prevedere differenti flussi di entrata e di uscita e si dovrà prevedere ”l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti, eventualmente con la possibilità di diffusione di messaggi sonori/vocali/scritti”. E ancora: sospendere l’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti; installare apparati, ove possibile, per l’acquisto self-service dei biglietti, che dovranno essere sanificate più volte al giorno, contrassegnando con specifici adesivi le distanze di sicurezza, aumento della frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri.
Obbligo mascherine in luoghi pubblici al chiuso – Obbligo mascherine in luoghi pubblici al chiuso – “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”. ”Non usare il trasporto pubblico se hai sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, raffreddore); acquistare, ove possibile, i biglietti in formato elettronico, on line o tramite app; seguire la segnaletica e i percorsi indicati all’interno delle stazioni o alle fermate mantenendo sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone; Utilizzare le porte di accesso ai mezzi indicate per la salita e la discesa, rispettando sempre la distanza interpersonale di sicurezza di un metro; sedersi solo nei posti consentiti mantenendo il distanziamento dagli altri occupanti; evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente; nel corso del viaggio, igienizzare frequentemente le mani ed evitare di toccarsi il viso; indossare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per la protezione del naso e della bocca”.
Riaprono parchi e ville – Dal 4 maggio riaprono parchi, ville e giardini, ma resta il divieto di assembramenti, al punto da consentire al sindaco anche di chiudere gli spazi verdi usciti dal lockdown se necessario. “E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati – si legge infatti nel testo del Dpcm – il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera”. “L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto di quanto previsto dalla lettera d)”, ovvero divieti di assembramenti “nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera; le aree attrezzate per il gioco dei bambini sono chiuse”.
Attività sportiva anche lontano da casa – “Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionali dal Coni e dalle federazioni, ma solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitando assembramenti. Dunque allenamenti a porte chiuse per le discipline individuali”. “Ora per fare attività fisica ci si potrà allontanare dalla propria abitazione – ha aggiunto il premier – ma rispettando la distanza di almeno due metri dalle altre persone se si tratta di attività sportiva più dinamica, mentre basterà un metro se si tratta di semplice attività motoria”.
Per esercizi commerciali pulizie due volte al giorno – Queste le misure per gli esercizi commerciali – 1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale. 2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura. 3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria. 4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. 5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale. 6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande. 7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità: a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie; b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita. 8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.
Restano chiusi parrucchieri, barbieri, estetisti – La cura della persona resterà sul binario del fai da te. Anche dopo il 4 maggio, infatti, resteranno “sospese le attività inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti”.
Palestre e piscine chiuse – “Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”.
Via libera a ristorazione con asporto – “Dal 4 maggio sarà consentita anche attività di ristorazione con asporto” e non solo di consegna come finora, “ma nessuno pensi che siano consentiti assembramenti davanti” agli esercizi: “Occorrerà mettersi in fila, entrare uno alla volta e il cibo si consumerà a casa, non davanti” al ristorante.
No alle messe, sì ai funerali in forma ristretta – “Sono sospese le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Nel testo viene precisato che “l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.
Ingressi
e uscite scaglionati da aziende – Per la gestione
dell’ingresso e dell’uscita dei dipendenti delle imprese ”si favoriscono orari
di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti
nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa) . Dove è possibile,
occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e
garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni”. In
azienda, si legge ancora, ”non sono consentite le riunioni in presenza.
Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza,
nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo
la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il
distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali”.
”Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al
minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali sono sospesi e
annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in
aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile,
qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a
distanza, anche per i lavoratori in smart work”. ”Il mancato completamento
dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i
termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per
causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo
svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto
all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad
intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come
carrellista)”. “La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri
adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al
ripristino delle condizioni di sicurezza”, spiega ancora il Dpcm.
L’ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da
COVID 19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad
oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione”
del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di
prevenzione territoriale di competenza”. Il personale, prima dell’accesso al
luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura
corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito
l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto
delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite
di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di
sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico
curante e seguire le sue indicazioni”.
”Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare
ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14
giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o
provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS2 Qualora, per
prevenire l’attivazione di focolai epidemici, nelle aree maggiormente colpite
dal virus, l’autorità sanitaria competente disponga misure aggiuntive
specifiche, come ad esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, il
datore di lavoro fornirà la massima collaborazione”.
Tornano esami in università e riaprono le biblioteche – Tornano gli esami all’università e riaprono le biblioteche negli atenei italiani, “a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e protezione”. “Nelle università, nelle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e negli enti pubblici di ricerca possono essere svolti esami, tirocini, attività di ricerca e di laboratorio sperimentale e/o didattico ed esercitazioni, ed è altresì consentito l’utilizzo di biblioteche”, si legge nel testo, dove viene tuttavia precisato che l’organizzazione degli spazi deve essere tale da ridurre rischi di prossimità e aggregazione.
No a party, spettacoli e visite musei – Niente party. Lo ha detto in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte, ma è scritto nero su bianco anche nel Dpcm da lui firmato. “Sono sospese le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, quali, a titolo d’esempio, feste pubbliche e private, anche nelle abitazioni private – si legge nel testo – eventi di qualunque tipologia ed entità, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività”. Sono inoltre “sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.
Sospesi eventi e match sportivi – “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Parla chiaro, su questo, il Dpcm siglato dal premier Giuseppe Conte, lasciando poco spazio ai tifosi che speravano di tornare a vedere match sportivi. Anche se viene dato via libera agli allenamenti, rigorosamente a porte chiuse.
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