Campania

Riabilitazione, pressing sulla Regione per il nuovo contratto

Interrogazione a De Luca del consigliere regionale Pellegrino sul rinnovo del contratto con i Centri di riabilitazione “non si pensi solo al risparmio”

Il consigliere regionale Tommaso Pellegrino

Il consigliere regionale, presidente del Gruppo consiliare Italia Viva, Tommaso Pellegrino, ha presentato un’interrogazione al presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in merito ai contratti con le strutture di riabilitazione, ex articolo 26. Secondo il consigliere regionale il nuovo accordo non deve tener conto della logica di contenimento della spesa perché “è oggettivamente incompatibile con la situazione sanitaria e sociale attuale”.

Nel documento Pellegrino ribadisce la necessità di non badare soltanto al risparmio ma a soddisfare le esigenze di migliaia di pazienti che, con le terapie riabilitative, hanno certamente nuove aspettative e qualità della vita. Porta ad esempio quanto sta accadendo da oltre un anno in provincia di Salerno dove l’Asl Salerno è a tutt’oggi al di sotto della media regionale per prestazioni pro capite per un totale di circa 5 milioni di euro.

Il mancato utilizzo di questi fondi ha pure provocato difficoltà occupazionali per i dipendenti dei Centri riabilitativi. Il calo delle terapie ha causato, infatti, una contrazione dell’offerta lavoro. “Spesso ci si dimentica – ha precisato il consigliere regionale – che i centri di riabilitazione svolgono un ruolo fondamentale per la tutela della salute dei cittadini più vulnerabili affetti da patologie destinate ad aggravarsi se non sottoposte a cure riabilitative adeguate e tempestive”. Da oltre un anno i Centri stanno operando senza un contratto contrariamente ad altri settori della sanità accreditata come quello delle Case di cura. C’è di più. “La grave situazione sanitaria e sociale determinata dal Covid-19 – si legge nell’interrogazione – rende ancora più impellente la necessità di adottare misure atte a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale rispondendo ai bisogni di cura e prevenzione dei cittadini”.

“Ma bisogna andare oltre –  suggerisce Pellegrino – perché il vecchio accordo era imperniato su una logica di contenimento della spesa che è oggettivamente incompatibile con la situazione sanitaria e sociale attuale tanto da aver provocato lo scorso anno in alcune Asl, in particolare quella di Salerno, un mancato utilizzo dei fondi per la riabilitazione paria a circa 5 milioni di euro”. Insomma, non aver utilizzato quei fondi già stanziati, “rappresenta sempre un fatto negativo, nel caso della riabilitazione ancora di più perché si concretizza in minore assistenza per i cittadini più deboli e in un calo di occupazione per gli addetti al settore”.

“La nuova delibera – auspica Pellegrino – dovrà essere imperniata, non più sul mero contenimento della spesa, ma sul soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e sulla valorizzazione di tutte le possibilità di tutela e crescita dell’occupazione. Il nuovo contratto deve tenere in considerazione i costi per i centri di riabilitazione dovuti al Covid-19 per gli anni 2020 e 2021 così come i fondi non utilizzati per l’anno 2020 debbano essere aggiunti al budget complessivo 2020/2021″. Pellegrino ritiene “necessario prevedere, come già previsto per altri settori della sanità accreditata, un acquisto ulteriore del 2% di prestazioni dal 2020 mentre il tetto di spesa della singola struttura sia determinato sulla base del fatturato 2019, se maggiore del 2018, o sulla media del biennio 2018/2019”.

Nell’interrogazione il consigliere regionale di Italia Viva ribadisce la necessità che le Asl e i Distretti “smaltiscano le liste di attesa, deve essere stabilita l’intangibilità della continuità terapeutica, favorire l’accesso alle cure attraverso la semplificazione delle autorizzazioni”. Ed ancora “per agevolare i pazienti in tempo di pandemia è utile ripristinare quanto previsto dalla Dgrc 6757/96, ovvero che “i centri possono destinare per l’attività domiciliare un numero di prestazioni non eccedente quello delle prestazioni ambulatoriali” , così come sia opportuno “prevedere l’osmosi fra tutti i setting assistenziali”.  

“Si dia attuazione a quanto già previsto dal precedente accordo per le prestazioni ambulatoriali e domiciliari in merito alla riduzione della distanza negativa di alcune Asl dalla media regionale di prestazioni pro capite finalizzata ad un parziale e progressivo riequilibrio territoriale fra le Asl. “Basti pensare – ha sottolineato Pellegrino – che l’Asl Salerno ha 0,11 prestazioni pro capite in meno rispetto alla media regionale che corrisponde a 5 milioni di euro di disponibilità in meno”.  

Ecco perché il consigliere regionale Pellegrino ha chiesto al presidente della Giunta regionale di “conoscere quando verrà attivato il nuovo contratto per le strutture ex art. 26, legge 833/78 e se il nuovo contratto sarà in discontinuità con la Dca 41/18 imperniandosi sulla logica di risposta ai fabbisogni dei cittadini tenendo in considerazione anche le ulteriori necessità sanitarie, sociali e occupazionali determinate dal Covid-19”.

Redazione

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