Campania

Riabilitazione, il giorno dello sciopero

Circa 300 lavoratori della riabilitazione dell’agro nocerino partecipano a Napoli alla mobilitazione regionale contro i contratti “pirata”

Oltre 300 dipendenti dei centri di riabilitazione dell’agro nocerino sarnese questa mattina raggiungeranno il Centro direzionale di Napoli per partecipare alla manifestazione di protesta dei lavoratori del settore. Incrociano le braccia per le “ingiustizie” che, secondo i sindacati, subisce chi lavora per la sanità convenzionata nel campo della riabilitazione con un monte orario più ampio e settemila euro in meno sullo stipendio a fine anno.

Lo stop è stato proclamato da Fp Cgile Cisl FP dopo i ritardi con i quali la Regione Campania sta affrontando la questione dei rimborsi relativi al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della sanità privata, “ad oggi applicato solo da pochissime aziende anche in virtù di tali ritardi” e per la mancata definizione di una seria politica di contrasto al dumping contrattuale, l’anomala proliferazione dei contratti di lavoro. I lavoratori hanno trovato al loro fianco anche alcune aziende che hanno costituito il Comitato Giustizia Contrattuale.

Dopo aver diffidato la Regione, il portavoce Francesco D’addino, in rappresentanza dei Centri di riabilitazione ex art. 26 L.833 che applicano il contratto Aiop/Aris delle strutture sanitarie, ha inviato una nota ai ministri Mara Carfagna, Roberto Speranza, Erika Stefani, Andrea Orlandi e al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano Fedriga. L’obiettivo è sensibilizzare la classe politica nazionale “sulla gravità del dumping contrattuale che genera contratti pirata tali da creare ingiustizie non solo tra i lavoratori ma anche una concorrenza sleale tra le aziende”. Si è calcolato che in Campania 23 milioni di euro l’anno del budget della riabilitazione vengono tolti ai lavoratori.

“Ciò – dice D’addino – crea una situazione di concorrenza sleale. Il nodo fondamentale è che chi applica i contratti pirata ha gli stessi riconoscimenti e benefici di chi applica il contratto Aiop/Aris Strutture Sanitarie, ben più oneroso e rispettoso dei diritti dei lavoratori. Questo porterà sempre più aziende a scegliere i contratti pirata. In sostanza un danno enorme per tutti, lavoratori, cittadini, servizio sanitario nazionale”. La soluzione proposta si articola in tre mosse. La Regione deve stabilire come requisito essenziale per l’accreditamento l’applicazione del Ccnl più vicino a quello pubblico, è necessario emendare il vecchissimo e anacronistico art. 8 sexies del D.lgs 502/92, comma 5. Sempre da parte delle Regioni, in via subordinata e transitoria, stabilire tariffe differenziate sulla base dei contratti applicati”.

Redazione

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