Un milione di euro in più all’ Asl Salerno per la sanità e in particolare per la riabilitazione. Lo ha deliberato la Regione Campania su sollecitazione della stessa azienda sanitaria. Ed è una buona notizia per tutti gli abitanti della provincia di Salerno. I tetti di spesa saranno rideterminati, il che significa più prestazioni, più possibilità di curarsi, più servizi. Il perché è chiarito nella stessa delibera regionale che richiama la nota del direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, del 10 settembre.
In quella nota il manager spiegava che l’Asl Salerno ha la spesa procapite per la riabilitazione “più bassa rispetto alle altre Asl della regione”, e che ciò “determina una carenza del fabbisogno territoriale non coperto da sufficienti risorse”. Insomma, un’ingiustizia. Ecco quindi la delibera che incrementa i fondi a disposizione.
Eppure proprio chi lanciò, lo scorso aprile, la battaglia per equiparare l’Asl Salerno alle altre, il direttore del Centro Studi Villa dei Fiori, Francesco D’addino, è soddisfatto solo a metà. Perché? “Chiariamo subito – risponde – che bisogna ringraziare chi questo risultato l’ha determinato consentendo alla sanità pubblica un passo in avanti, il direttore generale Iervolino e il direttore generale per la Salute della Regione Campania, Antonio Postiglione. A loro va detto grazie”.
Perché si dice soddisfatto solo a metà?
“Il però – dice D’addino – è nei numeri. Numeri che andiamo ripetendo da mesi e che sono semplicissimi. La spesa procapite media della Regione Campania è di 38 euro, quella di Salerno era di 33 euro, ossia ad ogni abitante dell’Asl Salerno venivano dati per la riabilitazione 5 euro in meno del dovuto. Siccome parliamo di più di un milione di abitanti la cifra tolta ai cittadini salernitani per la riabilitazione era di oltre 5 milioni. Sono numeri pesanti”.
Non c’è dubbio. Infatti la vicenda denunciata dal Centro Studi riempì le pagine dei giornali, ci fu a maggio un’interrogazione del consigliere regionale Tommaso Pellegrino, furono coinvolte sia l’Asl che la Regione. Ora però arriva la delibera regionale. Ma dati i numeri però non sembra rimettere del tutto le cose a posto, giusto?
“Giusto, lo fa in parte – spiega D’addino – perché la spesa procapite per l’azienda sanitaria salernitana ora passa a 34 euro. Un euro in più di prima, ma sempre quattro in meno rispetto ai 38 della media regionale, che moltiplicato per gli abitanti significa quattro milioni che mancano. Ripeto la delibera è un segnale importante il cui merito va riconosciuto a chi lo ha reso possibile. Però è ovvio che la sperequazione rimane ed è forte, troppo forte. Non è accettabile che i cittadini di questa Asl debbano avere 4 milioni di terapie, cure, assistenza in meno rispetto a quelle che gli spettano.”
“Salutiamo con favore il primo passo – ha sottolineato D’addino – ma continueremo a batterci perché questa sperequazione venga superata del tutto e non solo per un quinto. Lo faremo, come sempre, al fianco delle istituzioni, con i cittadini e con gli operatori nel nome degli stessi principi dichiarati dal governatore Vincenzo De Luca che denunciò che i cittadini campani hanno dal fondo sanitario nazionale 30 euro in meno rispetto a Lazio e Lombardia e 42 in meno rispetto a Veneto o Emilia. Il presidente disse ‘si diano ai campani le stesse risorse che si danno agli altri’. Aveva ragione. Ecco, diciamo la stessa cosa per i campani di Salerno”.
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