Cultura

Al professore Pastore l’Uoc di Chirurgia Toracica della Vanvitelli

L’Università Vanvitelli di Napoli ha intitolato al nocerino Enzo Pastore il reparto di Chirurgia Toracica per il grande lavoro del “Maestro”

Da oggi, il reparto di Chirurgia Toracica dell’Università Vanvitelli di Napoli, porta il nome del professore Vincenzo Pastore. A farsi promotore di questa iniziativa, “un mio desiderio”, è stato un altro medico nocerino, Mario Santini, che, oltre ad essere stato allievo del chirurgo, ne ha seguito le orme dirigendo l’Unità operativa complessa sino all’ottobre del 2022.

La cerimonia di intitolazione, a sette mesi dalla scomparsa di Pastore, si è tenuta ieri pomeriggio a Napoli. Presenti i vertici dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e dell’Azienda ospedaliera universitaria, gli allievi che si sono formati seguendo gli insegnamenti del “Maestro”, come ancora oggi lo chiamano, la vedova del chirurgo.

Il professore Enzo Pastore, come lo chiamavano nella sua città, non ha mai voluto lasciare Nocera Inferiore. Ha preferito fare il pendolare per mantenere salde le sue radici. È considerato un innovatore della moderna chirurgia toracica. A leggere il discorso di ricordo del professore Pastore (che pubblichiamo integralmente) è stato un emozionato Santini.

La storia, tra ricordi e commozione

Cari amici, colleghi, innanzitutto, vorrei chiedere scusa per dover, oggi, leggere il mio intervento. L’emozione è così grande che temo di non riuscire a mantenere la voce ferma, preferisco affidare le mie parole alla carta. Vi prego di perdonare questa mia debolezza. Ora, vorrei chiedere a tutti di unirci in un momento di raccoglimento in memoria del professor Vincenzo Pastore. Possiamo dedicare un breve momento di silenzio per onorare la sua memoria e riflettere sul suo straordinario contributo alla nostra comunità medica. Grazie

È un momento di grande significato per tutti noi qui presenti, molti dei quali sono stati suoi allievi, venuti insieme oggi per rendere omaggio a un uomo straordinario che ha influenzato così profondamente le nostre vite e le nostre carriere. È con profonda commozione, ma anche con grande soddisfazione, che vedo realizzarsi oggi quello che è stato un mio grande desiderio. E di questo voglio ringraziare il Rettore, Nicoletti e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Russo.

Dedicare il Reparto di Chirurgia Toracica al professore Vincenzo Pastore è il doveroso riconoscimento di quanto da lui realizzato per la creazione e lo sviluppo di un reparto di chirurgia toracica nell’ambito del nostro policlinico. Come molti di voi forse sanno, il Professore si formò chirurgicamente presso il Policlinico di piazza Miraglia, nella Scuola del professore Ettore Ruggeri, rimanendovi fedele fino al termine della carriera accademica. Successivamente si unì agli allievi della stessa Scuola che avevano seguito il professore Giuseppe Zannini, già primo aiuto del professore Ruggieri, quando, costituitosi il secondo policlinico, Zannini assunse la direzione della Clinica Chirurgica. Pastore, insieme al compianto professore Mario Luigi Santangelo, ne divenne Primo Aiuto.

Nel 1980, il professor Pastore ottenne la cattedra di Chirurgia Toracica nell’allora Prima facoltà di medicina dell’Università di Napoli. Lasciò quindi il secondo policlinico per tornare a Piazza Miraglia. Tuttavia, chi è a conoscenza delle questioni accademiche, può ben comprendere che l’accoglienza non fu delle migliori. Le porte rimasero chiuse per lungo tempo, tranne che per la benevolenza e la fraterna colleganza di pochi eminenti professori. Tra questi, desidero ricordare il professore Rocco Docimo che ospitò, nell’ambito del suo reparto di Chirurgia d’Urgenza, l’attività iniziale di Chirurgia Toracica per un periodo di tre anni.

Furono anni difficili. Nonostante il professore Ruggieri fosse stato tra i primi in Italia ad eseguire interventi sul polmone, quando Pastore ritornò tra le antiche mura del vecchio policlinico, sembrava che la memoria, o come si direbbe oggi, il know-how, fosse andato perduto.

In quegli anni, non solo c’era una perdita di know-how, ma c’era anche una grave carenza di materiale necessario per eseguire interventi di chirurgia toracica. Oggi può sembrare assurdo, ma allora mancavano persino strumenti fondamentali come le montenovesi, i tubi di drenaggio toracico e i tubi di Carlens per l’esclusione polmonare. Questa situazione rese ancora più difficile il lavoro del professore Pastore, che si trovò costantemente a dover affrontare sfide aggiuntive per garantire il successo delle operazioni e il benessere dei pazienti.

Tuttavia, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate, quegli anni furono anche intrisi di entusiasmo e passione. Si dice che Pastore fosse severo, ma tutti noi conserviamo invece ricordi della sua bontà e disponibilità verso gli allievi. Era certamente esigente, ma ciò che ci ha insegnato è stato di valore inestimabile. Per il nostro Maestro il vero insegnamento non consiste nell’accumulo di nozioni, ma nella trasmissione di una passione per il sapere e per l’arte della medicina. Ci ha guidato con precisione e rigore clinico, insegnandoci a seguire attentamente le regole stabilite nell’approccio ai pazienti.

Ciò che rendeva quegli anni così entusiasmanti era il fatto che queste regole non erano imposte dall’alto, ma venivano stabilite giorno dopo giorno come risultato delle ricerche e delle sperimentazioni condotte dalla sua e dalle altre Scuole di Chirurgia Toracica in Italia e nel mondo. Era un periodo di innovazione e di continua scoperta, in cui ciascuno di noi contribuiva al progresso della disciplina con il proprio impegno e dedizione.

Fu così, ad esempio, per le ricerche sulla fisiologia respiratoria nei pazienti sottoposti ad interventi di exeresi polmonare  e sulla valutazione del rischio chirurgico, in cui fummo tra i primi a dimostrare l’importanza della misurazione del  DLCO. Inoltre, ci impegnammo nella stadiazione dei pazienti affetti da cancro del polmone, contribuendo significativamente alla comprensione e al trattamento di questa malattia.

La Scuola del professore Pastore fu anche tra le prime a sfidare il nichilismo terapeutico nei confronti del terribile mesotelioma pleurico, mettendo a punto un approccio multimodale che ancora oggi viene seguito con successo. Fondamentali furono poi gli studi sulle metodiche di ricostruzione della parete toracica e avvincenti le ricerche sul materiale protesico nella sostituzione della trachea o sull’utilizzo della colla di fibrina in cui Pastore fu pioniere. E ancora ricordo con orgoglio che presso la Chirurgia Toracica di questo Policlinico, nel lontano 1990 furono eseguiti tra i primi interventi in Italia di chirurgia toracica video assistita. I risultati di questa pionieristica procedura furono presentati a Roma durante il Congresso nazionale della SIET nel giugno 1991, segnando un importante passo avanti nell’evoluzione della chirurgia toracica moderna.

Nel corso della sua carriera, il professore Pastore ha anche ricoperto il ruolo di Presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica, mostrando un impegno straordinario nel promuovere l’avanzamento della disciplina a livello nazionale e internazionale.  Inoltre ha svolto un’azione fondamentale nella riforma delle scuole di specializzazione di area medica, modernizzandole e garantendo così una formazione di qualità per le generazioni future di medici specialisti.

Come scrisse il professore Ruggieri nel suo discorso inaugurale del 65° Congresso della Società italiana di Chirurgia, i Maestri non muoiono mai del tutto, se dal loro spirito è caduto un seme capace di germogliare. Essi costruiscono un ponte ideale che si proietta nel futuro, e che indissolubilmente li lega a chi quel seme ha raccolto.

Se oggi ci troviamo in questa Unità operativa complessa, che è una realtà assistenziale moderna, valida, efficiente, non bisogna dimenticare che è il risultato di quanto, in anni lontani, è stato realizzato grazie alla tenacia, alla bravura, alla preparazione del professore Pastore e, mi sia consentito, anche alla dedizione dei suoi allievi, molti dei quali sono qui oggi presenti.  

Per tutte le ragioni che abbiamo discusso, è giusto e importante che il nome del professore Vincenzo Pastore sia ricordato qui, oggi e in futuro. Il suo impegno e i suoi contributi nel campo della chirurgia toracica hanno avuto un impatto significativo, migliorando la vita di molti pazienti e ispirando colleghi e studenti. L’auspicio è che il suo ricordo continui a vivere attraverso le nostre azioni e che la sua eredità continui a guidarvi nel vostro lavoro quotidiano”.

Redazione

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