Quante cose si possono dire con uno Smiley? Guillem Clua, ai suoi personaggi, ne fa dire tante. Ai tempi della comunicazione a colpi di emoticon, con una faccina sorridente si possono scrivere un mare di cose. Ti amo anch’io ma non possiamo stare assieme. Ti auguro di essere felice. Non ti dimenticherò. Non mi dimenticare, eh! È stato bello incontrarti. È stato bello amarti. È triste lasciarti andare. Non vorrei sorpassarti ma devo proprio…Due punti, trattino e parentesi …chiusa. Chiusa sì, le storie del passato vanno sempre capite e chiuse, sennò si corre il rischio di tornare a inciamparci dentro un sacco di volte. E confondersi, e sbagliarsi. Illudersi che con l’amore in tasca si possano superare tutte le idiosincrasie.
Guillem Clua (giornalista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore) è capace di trascinare lo spettatore proprio in mezzo alle sue opere. La sua voce, una delle più autorevoli del panorama spagnolo, spicca sopra le altre per la limpidezza dei sentimenti raccontati e la determinazione di essere al passo con questi tempi frenetici, liquidi e impregnati di vita virtuale, dove anche l’amore, o forse soprattutto l’amore, si sbroglia (ma forse di più si imbroglia) nei pochi clik che impone un’ app. L’amore sì, ma non manca nei suoi testi l’attenzione ai grandi temi d’attualità: i cambiamenti climatici, le guerre, le dinamiche del potere. Fra i vari riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, ha ricevuto il Premio Nazionale di Letteratura Drammatica 2020.
Ieri sera, Guillem Clua era a Salerno per l’ultima giornata di “Spettacolo. In altre parole”, una meravigliosa rassegna sulla nuova drammaturgia europea, durata quattro giorni e dedicata quest’anno alla Spagna. Marta Barcelò, Juan Mayorga e ieri sera Guillem Clua, al Teatro Nuovo di via Laspro. L’artista spagnolo ha conversato con il professore Giuseppe Gentile, che ha anche tradotto per i presenti le sue battute; ma, a dire il vero, Clua è talmente espressivo, la sua comunicazione ha una portata così potente che spesso il pubblico ha inteso quello che ha detto già prima che Gentile traducesse.
Subito dopo l’interessante chiacchierata con l’autore, è stato messo in scena il sequel della commedia Smiley. Smiley Deprès de l’amor è la continuazione di un’opera che otto anni fa ha avuto un successo enorme. Uno spettacolo che, partito da Barcellona e Madrid, fu accolto e acclamato in molti paesi europei e americani fra cui New York. Uno spettacolo che portava alla ribalta una commedia romantica con protagonisti due uomini. Otto anni dopo è cambiato tutto. Clua, il pubblico. I rapporti d’amore che si sono adattati all’intromissione costante dei social. E sicuramente anche Alex e Bruno, i due protagonisti di Smiley, non sono rimasti immobili a guardare un mondo che correva veloce sotto i loro occhi. Anche loro sono cambiati. Hanno nuove consapevolezze e piccole ferite che hanno imparato a portare addosso come un secondo vestito. La vita non scorre mica invano. E il lieto fine non è più così lieto ma sicuramente costruttore di verità, di riflessioni importanti.
Domenica 3 ottobre 2021 al Tetro Nuovo di Salerno, per la prima volta in assoluto, Smiley, after love è stato interpretato in una lingua che non era quella originale. La traduzione in italiano è stata fatta da Pino Tierno, direttore artistico della rassegna insieme a Pasquale De Cristofaro. Bruno e Alex sono stati interpretati da Andrea Palladino e Luca Trezza, con la regia di Antonello De Rosa.
Io credo che l’abbraccio fra Clua e De Rosa a fine spettacolo abbia detto più di tante parole la felicità del drammaturgo spagnolo di aver visto i suoi personaggi tradotti e interpretati magistralmente e, soprattutto, senza snaturare la versione originale dell’opera, che per un artista è la cosa più importante quando affida una sua creatura in altre mani. Pasquale De Cristofaro, direttore artistico assieme a Pino Tierno di “Spettacolo. In altre parole”, si è detto soddisfatto delle giornate dedicate alla nuova drammaturgia europea e ci ha dato appuntamento all’anno prossimo. “Il teatro è costruzione di comunità” ha concluso De Cristofaro, evidentemente commosso. E io sono assolutamente d’accordo con lui.
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