Cultura

Ciccio Jovane, il fotografo del mondo

Città Segreta vi racconta l’appassionante vita di un nocerino che ha immortalato il mondo, il fotoreporter Francesco “Ciccio” Jovane

di Marisa Croce

Avete mai conosciuto il poeta Pablo Neruda? Oppure Jacqueline Kennedy? Siete stati a tu per tu con un Papa? Vi siete mai trovati nell’inferno della guerra del Vietnam? Tantissimi (tutti?) diranno di no. C’è però un nocerino che c’è stato, ha conosciuto, ha visto e, soprattutto, ha fotografato. È Francesco Jovane, detto Ciccio.

Francesco Jovane

Nasce a Nocera nel 1930 e a 20 anni si trasferisce a Milano. Qui trova lavoro presso un settimanale come fattorino addetto alle consegne. Casualmente si trova in mano una Rolleiflex e comincia a fotografare.

La casa di Francesco Jovane a Nocera Inferiore

Quando  sviluppa i suoi scatti, capisce che finalmente ha trovato il modo giusto di poter esprimere tutto ciò che era chiuso dentro di sé, un innato istinto di raccontare le storie, non con le parole ma con gli scatti, scarni e puliti, a colori e in bianco e nero ,e di fermare il momento giusto in un fotogramma al di là della mera tecnica fotografica, quel fotogramma che ti “parla” più delle parole.

Le più importanti agenzie giornalistiche cominciano a contendersi le sue foto, i direttori delle maggiori testate sono affascinati dalla sua tecnica e lo spediscono là dove sta succedendo qualcosa, da Marcinelle in Belgio, dove morirono centinaia di minatori italiani, all’Ungheria invasa dai sovietici, dalla guerra in Vietnam alla primavera di Praga. E’ andato  ovunque nel mondo, in Cile, in Congo, in Bolivia, in Spagna.

Ha fotografato il presidente cileno Allende, l’ex re Umberto di Savoia, il presidente Kennedy e la moglie, ma anche Liz Taylor e Richard Burton, Totò e la Magnani, Onassis e la Callas.

Intorno agli anni 70, da cittadino del mondo quale era diventato, Ciccio decide di  affrontare una prova molto impegnativa: ritornare nella sua terra, in Campania, e costituire quella che sarà la prima, grande agenzia fotogiornalistica campana: l’Alfa Press Service, dove si formeranno tanti bravi fotoreporter . Ciò non gli impedirà di essere presente alla caduta del muro di Berlino o di trovarsi di persona sullo scenario della uerra del Golfo o di fotografare  persone e macerie del terremoto dell’80 o  la vita dei detenuti di Poggioreale.

Francesco Jovane muore nella sua Nocera  il 15 dicembre 2002.I suoi scatti, decine di migliaia, sono custoditi al MuDiF, il museo didattico della fotografia di Sarno, dove possiamo vederli in tutta la loro bellezza.

InPrimaNews ringrazia i figli di Francesco Jovane, Stefania, Massimo e Alessandro per aver regalato alla redazione e ai nostri lettori le foto di questo articolo.

Marisa Croce

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