“Prendiamo consapevolezza delle nostre ricchezze, facciamo conoscere anche all’estero il nostro Louvre”. Lo ha detto il sindaco di Nocera Superiore, Gennaro D’Acunzi, in occasione della riapertura del Parco Archeologico Urbano e delle terme dell’antica Nuceria, dove ha ribadito che “far rinascere e riportare alla luce la ricchezza storica di un territorio significa far sviluppare un intero comprensorio”. Insieme a D’Acunzi c’erano il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, e di Pompei, Carmine Lo Sapio, e i primi cittadini di Pagani, Raffaele De Prisco, di Corbara, Pietro Pentangelo, di Mercato San Severino, Antonio Somma, e di Pertosa Domenico Barba.
“Il nostro – ha spiegato il sindaco D’Acunzi – è un territorio che non è solo fatto di siti archeologici, ma anche di siti religiosi importantissimi da dove poter creare un circuito turistico importante che possa favorire, oltre quella economica, una crescita sociale di tutto il territorio. Nessuna competizione con Pompei, ma essere parte integrante del suo circuito turistico, perché crediamo che Nocera e Pompei sono unite”. “Credo nella sinergia – ha sottolineato il sindaco della città mariana Lo Sapio – il nostro percorso ne è prova. L’obiettivo non è solo Pompei Capitale della Cultura -si attende marzo per il responso – ma tracciare un percorso che coinvolga un territorio così importante, ricco di cultura e storia. Abbiamo risorse infinite ma non riusciamo a metterle in evidenza. Eliminiamo i confini, apriamo le città per camminare insieme e rendere attrattive le nostre bellezze, diventando motore attivo del territorio campano”.
“La collettività – ha osservato all’assessore all’Archeologia Angelo Padovano – è consapevole dell’importante identità del territorio che al di fuori dei nostri confini è apprezzato tantissimo. Credo fortemente in questo percorso che l’amministrazione ha messo alla base del programma di mandato e il nostro intento è quello di lavorare in piena sinergia con i Comuni vicini per rendere il nostro un territorio attrattivo per il turismo. Abbiamo tutto, basta semplicemente mettere insieme i pezzi senza farli contrastare. Un lavoro importante che non può dimenticare la forza delle associazioni e la collaborazioni tra Enti, come con l’Università degli studi di Salerno e le realtà ecclesiastiche del territorio”. “L’unico modo per andare avanti – ha detto il docente Luca Cerchiai in rappresentanza dell’Università di Salerno – è la cultura della rete e dell’inclusione. Se manca la rete rimaniamo fermi al palo. Siamo fortunati ad avere una Soprintendenza che lavora generosamente, nonostante le difficoltà”.
La domus del decumano, il Parco Archeologico Urbano, il Battistero Paleocristiano e, a breve, il Teatro ellenistico romano di Pareti. Lo ha rivelato Simona De Gregorio della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio Salerno e Avellino anticipando che nel 2025 verrà aperto un altro monumento simbolo della città dove sono in fase di ultimazione i lavori di restauro. “Un percorso intrapreso – ha sottolineato il funzionario – dove stiamo spendendo un impegno enorme per consegnare a questo territorio la sua vocazione archeologica, lavorando in sinergia con le amministrazioni comunali e con le associazioni. La riapertura del Parco Archeologico Urbano, la zona pubblica di Nuceria, fa parte proprio del tassello di rendere fruibili tutti i siti storici. Il nostro sogno far riaffiorare l’antica città” ha concluso Simona De Gregorio.
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