Alcune persone sono come la poesia e, al pari della ninfa Eco, sono essenzialmente voce. Come quella del professore Angelo Primicerio, vicepreside alla scuola media De Lorenzo dal 1962 al 1991, oltre che insegnante di italiano e latino.
Sono quasi certo che non avrebbe mai rinunciato a fare gli orari, a stabilire i giorni liberi, ad accontentare i colleghi e, soprattutto, a tenere a bada i ragazzi. Non era fatto per la scrivania. Con quel timbro tenorile andava su e giù per i corridoi gridando di tornare in classe, di non fare chiasso. Ma, più spesso, bastava che comparisse o che si sentisse il suo passo veloce e deciso perché improvvisamente calasse il silenzio.
Raro esempio di professore colto, fino a qualche tempo fa leggeva ancora “Il Mattino” e l’amato De Crescenzo (sul comò accanto al letto ci sono tutti i suoi libri). Quando si dice “le coincidenze”!
Pare che, col tempo, una delle prime cose che si dimentica delle persone che muoiono sia proprio la voce. Non di tutte, però. Alcune non sono come la poesia, sono poesia, teneri e forti come un verso.
Giuseppe Balestrino
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