Cultura

Il presepe secondo don Carmine

A Casali di Roccapiemonte il presepe ispirato alla Bibbia realizzato da don Carmine Citarella e dai fedeli della sua parrocchia

di Christian Geniale

Dall’Antico al Nuovo Testamento, dall’arte alla tradizione. A Casali di Roccapiemonte la rappresentazione del presepe è speciale. “Un presepe che non vuole essere vinto dal mercato che obbliga a comprare e celebrare il Natale come impone il consumismo”. E’ il messaggio che vuole trasmettere don Carmine Citarella, parroco della comunità di fedeli di Santa Maria delle Grazie. “Rappresentare la Santa grotta di Betlemme – ha poi aggiunto – deve spingerci a cercare altrove, e non seguire la moda banalizzante dettata dallo spendere a tutti i costi e in maniera non responsabile”.

Una rappresentazione della Natività che prende spunto dall’attualità o da passi biblici. Il tema di quest’anno è ispirato dalla Bibbia, “Egli sarà la nostra pace”, alcune delle profezie che si riferiscono al Cristo, il Messia atteso. Attesa che lo stesso don Carmine, insieme ai suoi collaboratori, vive nella realizzazione del presepe “che vuole raccontare qualcosa”.

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Per il sacerdote allestire la Natività non è una semplice passione, ma una vocazione che lo accompagna fin da piccolo. Un sentimento che si è rafforzato durante gli anni trascorsi a Nocera Inferiore presso la parrocchia di Santa Maria del Presepe, la chiesa di Santa Monica, con l’allora parroco don Gaetano Ficuciello che teneva tanto alla realizzazione del presepe, costruendone sempre di diversi e particolari. Poi da parroco, dopo qualche anno, ha voluto continuare questa grazia ricevuta.

Un viaggio all’interno del presepe ricco di bellezza ed emozioni grazie alla guida di don Carmine

In genere il Messianismo segue la storia d’Israele e abbiamo tre tipi di messianismo racchiusi nella scena del Bambino. All’inizio Israele è stata florida e, da superpotenza, il popolo immaginava un Messia condottiero, un generale, un re vittorioso, e questo si realizza in Gesù. Ma Lui ha spiegato che il suo regno non è di questo mondo e lo si nota dalla corona che non è sulla testa del bambino ma per terra. Quando poi c’è stata la crisi politica e sociale, dove le guide non erano all’altezza di risollevare gli israeliti, allora iniziarono a sognare un Messia pastore, che ha cura del suo gregge e Gesù ha dato la vita per le sue pecore come ci spiega il Vangelo. Poi, con l’invasione romana, con Isaia si è pensato a un servo di Dio sofferente, ed ecco perché il Bambino è raffigurato già inchiodato alla croce.

Gesù, certamente è un discendente di Davide, dietro abbiamo il tronco di Iesse, un germoglio che quando la vita, e Israele, sembrava destinata alla morte, invece è venuta fuori una vita nuova. Legame con la dinastia di Davide la ritroviamo in San Giuseppe che ha un’aureola a forma di stella di Davide e che trasmette legalmente questa appartenenza dinastica. Maria, la vergine piena di grazia, ha concepito il Figlio di cui si è compiaciuto il Padre.

Accanto alla Natività, si svolge la rappresentazione del capitolo 11 del profeta Isaia, dove i tempi del Messia saranno tempi di pace e quindi l’arcobaleno tra la terra e il cielo, una pace tra gli uomini, fra l’uomo e il creato. Per simboleggiare questa pace universale, Isaia usa diverse immagini contenute nel presepe. “forgeranno le spade in vomeri per arare le lance come falci, gli animali selvatici e i domestici andranno d’accordo, il leone e il vitello, il leopardo e il capretto, la mucca e l’orsa, pascoleranno tutti insieme, il bambino si divertirà con l’aspide e il lattante metterà la sua mano nel covo di serpenti e l’uomo siederà tranquillo sotto al fico e sotto l’ulivo”.

Le immagini tratte da Isaia sono state recepite dalla tradizione alfonsiana. All’interno dell’inno “Quanno nascette Ninno” c’è una strofa che canta “No ‘nc’erano nnemmice pe la terra, La pecora pasceva co lione; Co’ o caprette – se vedette O liupardo pazzeà; L’urzo e o vitiello E co’ lo lupo ‘npace o pecoriello”. E’ la pace su tutta la terra. “Era nott’e pareva miezo juorno” perché con la venuta del Messia si irradiò ancora più luce, la luce della verità, la luce della parola di Dio.

Christian Geniale

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