Sono passati 80 anni dal settembre 1943. Impazzava in pieno la seconda guerra mondiale e l’Italia era occupata dal regime nazifascista. Ma l’8 settembre fu l’inizio della svolta per il conflitto. Badoglio firmò l’armistizio e le truppe anglo americane sbarcarono sulle coste della penisola per dare avvio all’operazione liberazione. Gli Alleati sbarcarono in quei giorni anche a Salerno, con i loro mezzi iniziarono l’incursione verso l’interno della provincia con destinazione Napoli. Per arrivare nella città partenopea, c’era da liberare il territorio cuscinetto, era l’Agro nocerino sarnese e Nocera, in quei giorni, pagò un prezzo altissimo in termini di vite umane, a causa della ferocia fuoriuscita dall’artiglieria tedesca che martorizzò, con continui bombardamenti, l’intero territorio.
Episodi storici che mai bisogna dimenticare, dove persero la vita oltre 300 persone. Ed è proprio questo il significato della mostra promossa dalla fondazione Onlus Cerps allestista a Nocera Inferiore al Centro di aggregazione giovanile di corso Vittorio Emanuele, dal 14 al 25 settembre. Grazie alla sinergia e al grande operato della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania, sono stati recuperati diversi documenti, diari e lettere che raccontano quei giorni di terrore e paura, che hanno distrutto famiglie e interi quartieri a lutto. “Alcuni dei documenti – ha spiegato Giuseppina Salomone, presidente della Onlus Cerps e curatrice dell’evento – sono stati ritrovati nei locali dell’ex manicomio Vittorio Emanuele II, dove furono registrate le centinaia di persone prese in cura dal personale medico nei giorni dei bombardamenti”.
“Nella biblioteca comunale – ha aggiunto la Salomone – abbiamo ritrovato alcuni diari dove venivano raccontati gli attimi di paura vissuti dai cittadini nocerini nei giorni in cui le sirene, che avvertivano degli attacchi aerei, suonavano all’impazzata. C’è chi si rifugiava nelle tufare che sovrastavano Piedimonte, chi scappava verso le campagna e le montagne, costretti a vivere sottoterra per diversi giorni senza cibo e acqua. Tutto questo causato dalla follia della guerra. Tante furono le vittime in quei giorni, molti dei quali bambini. La storia dovrebbe essere memoria, ma l’uomo purtroppo è portato a commettere gli stessi errori. In questi ultimi mesi stiamo rivivendo, alle porte dell’Europa, una nuova follia di guerra. La storia, intesa come memoria, dovrebbe essere lo strumento per riparare al presente e progettare il futuro, evitando i grandi errori del passato”.
L’evento rientra nel calendario delle iniziative di Avalanche 80, preparato dalla Provincia di Salerno. La mostra gode del patrocinio del Comune di Nocera Inferiore e della collaborazione del Progetto mente in rete e del Centro studi del dipartimento di salute mentale dell’Asl Salerno. “Invito anche le scolaresche del territorio – ha concluso Giuseppina Salomone – a visitare la mostra e a ai quanti nutrono la voglio di non dimenticare, condannando la follia della guerra”.
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