Come tracciato dal Piano Strategico del Turismo, posto in essere dal 2023 fino al 2027 dal relativo dicastero, la politica del turismo è l’insieme delle strategie e delle azioni, sia a livello nazionale che internazionale, volte a promuovere e gestire il settore turistico per valorizzare i territori, aumentarne l’attrattività e renderlo più competitivo e sostenibile. Tali politiche si occupano di coordinare le normative, sostenere le imprese, valorizzare le risorse culturali e naturali e pianificare lo sviluppo del cluster entro un’ottica che preveda digitalizzazione, sostenibilità, in tutte le sue declinazioni, e l’inclusione.
L‘economia del turismo, invece, è quel campo della conoscenza che monitora ed analizza i fenomeni economici legati a questo settore, con lo scopo di definire proprio le politiche e le strategie di cui sopra, tenendo conto delle imprese, a livello locale, e delle destinazioni dei vari Paesi, a livello globale. Si occupa della gestione delle imprese turistiche, dello sviluppo di prodotti e servizi, della promozione delle destinazioni, ove spesso prodotto e destinazione coincidono, e include lo studio dell’impatto economico e della sostenibilità. Le competenze acquisite, attraverso un percorso di studi economici in questo settore, sono applicabili in diversi ruoli, come management, marketing, pianificazione turistica e consulenza.
Economia e politica del turismo devono poter necessariamente tener conto della psicologia del turismo: infatti, essa studia i comportamenti e le motivazioni dei turisti, l’impatto psicologico del viaggio sull’individuo e le interazioni tra turisti e comunità ospitanti. Si concentra sui processi decisionali, sull’esperienza turistica, sulla comunicazione e su come il viaggio influenzi la percezione di sé e il modo in cui i turisti si relazionano con i luoghi che visitano. Questo campo, oltre che dare cognizione delle leve motivazionali e come sfruttarle, può anche applicarsi per migliorare i servizi turistici, creare esperienze più autentiche e personalizzate e sviluppare strategie di marketing che tengano conto delle esigenze psicologiche dei viaggiatori.
Diversamente, la filosofia del turismo va oltre le definizioni economiche o sociali, analizzando criticamente le implicazioni etiche, psicologiche e culturali del viaggio. Essa si concentra sulla responsabilità del turista, sulle conseguenze delle sue azioni e sul modo in cui il viaggio può trasformare l’identità e le relazioni umane, promuovendo principi come il turismo sostenibile e responsabile che valorizza l’interazione etica con le culture e l’ambiente.
Nella misura in cui sono molteplici le materie di studio, le discipline e le attività umane implicate nel complesso processo di definizione e attuazione dei criteri che rendono il Piano Strategico del Turismo funzionale ed efficiente, altrettante sono le variabili e le forme che determinano il turismo stesso. Il Turismo infatti può essere culturale, gastronomico, religioso, archeologico, esperienziale ed enologico, tra le varie altre cose, e la condensazione di tutte queste sfaccettature potrebbe essere sinteticamente resa con il termine turismo intermodale, intendendo sia il people moving, attraverso la combinazione di vettori, che l’intersezione di flussi di visitatori e tipologie di turismo che si incrociano e incontrano trasversalmente.
Professionista con oltre quindici anni di esperienza nel turismo, Emilia Di Girolamo, classe dell’88 e nativa di San Gennaro Vesuviano, si è specializzata in turismo enogastronomico, destination management e progettazione integrata per la valorizzazione territoriale. Con una Laurea in Scienze del Turismo a indirizzo manageriale e una Laurea Magistrale in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici, entrambe conseguite presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, è stata direttore tecnico di agenzia di viaggi e già direttrice del MAVV Wine Art Museum, oltre che co-founder e Senior Partner di Elysium, start up innovativa dedicata allo sviluppo di progetti culturali e turistici. Il suo legame con il mondo del vino si riflette nell’impegno nell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, dove ricopre il ruolo di responsabile della tesoreria per la sezione di Napoli.
Ha coordinato festival, format esperienziali e strategie di rigenerazione per enti pubblici, consorzi e Destination Management Organization, con un forte impegno nella promozione del territorio e delle sue filiere. Dinamismo, innovazione e valorizzazione del territorio sono il filo conduttore del suo lavoro, con l’obiettivo di favorire sinergie tra stakeholder, collaborazioni strategiche e progettare esperienze memorabili e di alta qualità, rendendo il turismo un autentico motore di crescita e sviluppo sostenibile.
Emilia ama leggere, per quanto reputi il tempo non sia mai abbastanza, e non ha mai perso la passione per lo studio: per lei è un modo naturale di crescere, approfondire e restare in dialogo con ciò che la circonda. È attratta dai classici e da quella letteratura che scava nelle emozioni, nelle contraddizioni e nella complessità dell’animo umano, citando tra le sue letture preferite Anna Karenina di Lev Tolstoj, L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, i versi di Charles Baudelaire, i sonetti di William Shakespeare, opere che la accompagnano da sempre. Tra i libri del cuore Emilia annovera anche Novecento di Alessandro Baricco, un racconto che definisce sospeso nel tempo.
Forse perché, in fondo, si reputa una romantica malinconica, attratta dalle sfumature, dalla poesia dei chiaroscuri, oltre che dalle storie che lasciano un’eco, anche il suo rapporto con il cinema segue questa sensibile trasversalità: il suo film preferito è La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore, un’opera che Emilia reputa combini musica, poesia visiva e una “malinconia luminosa”; ama Drive di Nicolas Winding Refn, con il suo stile rarefatto e quasi ipnotico, e Il Gladiatore di Ridley Scott, un grande affresco epico che parla di destino, lealtà e forza interiore. La affascinano ad ogni modo quei film che mescolano introspezione, estetica e narrazione: dal cinema poetico e musicale fino ai grandi racconti storici capaci di trasmettere un senso di ampiezza e profondità.
Lo sport è stato una parte fondamentale dell’adolescenza e crescita di Emilia: ha praticato ballo di coppia agonistico, latino americano e standard, oltre che pattinaggio artistico a rotelle, sia singolo che di gruppo. Le gare in pista restano tra i ricordi più adrenalinici della sua vita, momenti significativi che le hanno insegnato disciplina, costanza e capacità di confronto con le emozioni più forti. Emilia riesce ad essere incline al dialogo e al confronto costante e, allo stesso tempo riservata, senza risultare mai schiva. Affronta la vita con il sorriso, sa continuare ad essere gentile malgrado le avversità e rappresenta oggi il modello di professionista capace di padroneggiare il turismo in diversi ambiti e specializzazioni.
Raccontaci altro di te Emilia…
Parlare di sé non è mai semplice, è più facile affrontare temi “teorici” che fermarsi ad ascoltare la propria identità. Spesso non abbiamo risposte assolute su chi siamo, ma riconosciamo con chiarezza ciò che non ci rappresenta. Nel mio percorso trovo la mia dimensione nell’autenticità, lontana da costruzioni o artifici. Passioni sincere mi guidano e la mia visione prende forma attraverso le esperienze e progetti che si intrecciano con il territorio e con le persone che incontro lungo la mia strada. Oggi continuo a coltivare attività che nutrono lo spirito e la mente: camminare nella natura, studiare, lasciarmi ispirare dalla bellezza. La curiosità resta la bussola che mi guida da sempre.
Una persona che ti ha ispirato.
Nel mio percorso ho incontrato ed ho la fortuna di incontrare molte persone che sono continua fonte di ispirazione e modelli da seguire: professionisti, professori, colleghi che, con il loro esempio, contribuiscono alla mia crescita e al mio modo di affrontare il lavoro. Mi piace circondarmi di persone positive, competenti e capaci di offrire nuovi stimoli, perché credo molto nel valore dell’apprendimento continuo. Tra le tante figure, colei che ha rappresentato da sempre un punto di riferimento affettivo costante, è stata mia nonna: veneta di origine, ha vissuto ad Asmara molti anni e poi, arrivata a Napoli come profuga di guerra assieme a mio nonno, cresciuta in un contesto storico in cui l’indipendenza femminile non era valore condiviso, con grande determinazione, ha sempre sostenuto l’importanza di camminare sulle proprie gambe. La sua frase ricorrente era “L’indipendenza deve essere la tua direzione: è ciò che ti renderà libera nelle scelte.” È stata la mia forza, e continua a esserlo ancora oggi, anche se mi ha lasciata qualche anno fa. Le sue parole mi accompagnano in ogni scelta, ricordandomi quanto siano importanti autonomia, consapevolezza e dignità.
Un aneddoto che ha tracciato il tuo percorso…
Un significativo punto di svolta nella mia vita è arrivato durante l’epoca del Covid. Da direttore tecnico di tour operator, mi sono ritrovata improvvisamente nella necessità di ripensare la mia direzione professionale. È stato in quel momento che il mondo del vino mi ha “adottata”, offrendo una prospettiva nuova nella quale ho riconosciuto subito un potenziale enorme. La trasversalità del turismo e il legame profondo del vino con storia, cultura e paesaggi mi hanno permesso di trasferire competenze già consolidate all’interno di un settore diverso, ma perfettamente coerente con il mio bagaglio. Parallelamente, l’enogastronomia con la sua capacità di raccontare territori, identità e tradizioni, è diventata un ambito privilegiato su cui costruire nuovi progetti. Da quel momento si è aperto un percorso che ha ampliato anche la mia attività nell’ambito degli eventi e della consulenza, in particolare nel turismo enogastronomico e nello sviluppo territoriale. Ho iniziato a lavorare su format culturali, festival, progettazione di esperienze e strategie di valorizzazione del territorio, collaborando con istituzioni, realtà museali e amministrazioni locali. Quella fase di cambiamento, nata in un momento complesso, ha definito la traiettoria che oggi rappresenta il cuore del mio lavoro: unire turismo, vino, cultura ed eventi in una visione integrata e sostenibile.
Una frase o un aforisma che ti rispecchia…
Mi rispecchio molto nella seguente frase di Steve Jobs: Il tuo lavoro riempirà gran parte della tua vita, e l’unico modo di essere davvero soddisfatto è di fare ciò che credi sia un buon lavoro. E l’unico modo di fare un buon lavoro è di amare ciò che fai. Se non l’hai ancora trovato, continua a cercare. Non stare fermo. Come capita con le questioni di cuore, saprai di aver trovato quello giusto non appena ce l’avrai davant
Quando ha avuto inizio il tuo rapporto con il vino?
Il mio rapporto con il vino è iniziato in un momento storico molto particolare, durante l’epoca del Covid. Provenivo dal settore del turismo, dove lavoravo come direttore tecnico di tour operator, e mi sono trovata improvvisamente nella necessità di ridisegnare il mio percorso. Nel 2022 ho conseguito l’attestato di Wine Connoisseur con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino e nel 2024 ho completato il primo livello con la Wine & Spirits Education Trust. Il mondo del vino mi ha accolta in maniera naturale: mi ha permesso di unire le competenze maturate nel turismo con la narrazione del territorio, della cultura e delle tradizioni locali.
Descriveresti gli esordi al Mavv e le tappe più significative che ti hanno condotta ad assumere il tuo ruolo attuale?
L’ingresso al MAVV è avvenuto in modo naturale dopo una site inspection, grazie all’incontro con una realtà che unisce didattica, cultura, territorio e innovazione. Gli esordi sono stati caratterizzati da un forte spirito progettuale: dalla definizione delle attività formative, alla partecipazione a progetti legati al turismo esperienziale, passando per l’organizzazione di eventi culturali e festival tematici. Tra le tappe più significative c’è sicuramente il Mediterranean Wine Art Fest, un format ideato dal presidente Eugenio Gervasio, che ha posto il vino al centro di una narrazione mediterranea ampia e inclusiva. Un altro momento importante è stato lo sviluppo dei laboratori “Lab” e della campagna Bere Consapevole, in collaborazione con la Cattedra UNESCO. Il ruolo di Direttrice è arrivato come naturale evoluzione: una responsabilità che nasce dal lavoro sul campo, dalla progettazione quotidiana e dalla capacità di connettere professionalità diverse in una visione condivisa.
La posizione del Mavv entro la prestigiosa Reggia di Portici e la sua presenza alle manifestazioni più importanti. Ce ne parli?
Essere ospitati nella Reggia di Portici rappresenta per il MAVV un valore identitario e culturale di grande rilevanza. Il museo è ospitato del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, una delle facoltà più antiche e prestigiose nel campo delle scienze agrarie, della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione agroalimentare. La collaborazione con Agraria consente al MAVV di inserirsi in un contesto accademico di alto profilo, dove convivono ricerca scientifica, valorizzazione del territorio, sperimentazione e divulgazione. La collocazione lungo il Miglio d’Oro, tra Napoli, Ercolano e Pompei, rafforza ulteriormente il ruolo strategico del museo, che si trova immerso in un’area di eccezionale valore storico, paesaggistico e turistico. Il MAVV partecipa regolarmente alle principali manifestazioni di settore, sia nazionali che internazionali, presentando la propria visione di “Wine Experience” che integra cultura, educazione, ricerca e turismo. Festival enogastronomici, fiere di settore, incontri accademici, seminari scientifici, partnership istituzionali e iniziative museali rappresentano occasioni fondamentali per raccontare il vino non come semplice prodotto, ma come patrimonio culturale, storico ed esperienziale da valorizzare.
Vino e Turismo. Ci daresti la tua prospettiva?
Vino e turismo sono due mondi profondamente interconnessi. Il vino non è solo un prodotto agricolo, ma un racconto del territorio: della sua storia, delle sue tradizioni, dei paesaggi, delle comunità che lo abitano. Il turismo enogastronomico, oggi più che mai, rappresenta una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori, soprattutto in Italia, dove la varietà di produzioni, culture locali e paesaggi è straordinaria.
In questo contesto, il tema del destination management è centrale.
Oggi non basta promuovere un territorio: occorre saperlo costruire, coordinare e rendere competitivo attraverso strategie condivise, governance efficace, formazione e servizi di qualità. Il turismo enogastronomico, se inserito in un approccio di destination management, diventa un elemento capace di generare valore economico, culturale e sociale, rafforzando identità e comunità locali. Dal mio punto di vista, questo settore deve evolversi verso esperienze autentiche e ben strutturate, in grado di creare benefici reali sia per i visitatori sia per gli operatori, ma anche per le persone che abitano i territori. La professionalizzazione della filiera, la cultura dell’accoglienza, la cooperazione tra imprese e istituzioni e la capacità di creare prodotti turistici coerenti con l’identità locale sono aspetti essenziali. È questo l’approccio che porto avanti anche nella mia attività di progettazione e consulenza con Elysium, start up innovativa dedicata allo sviluppo di progetti integrati per il territorio, al turismo enogastronomico e alla valorizzazione delle destinazioni. Il mio percorso professionale nel mondo del turismo, della progettazione e dello sviluppo territoriale mi ha portata a maturare una profonda sensibilità verso la valorizzazione dei luoghi e delle loro eccellenze. Ho costruito negli anni un’esperienza solida, sempre guidata da un obiettivo chiaro: promuovere una cultura dell’accoglienza di qualità, sostenere dinamiche di crescita sostenibile e favorire la creazione di reti capaci di generare impatto reale sul territorio ed in particolare per la nostra Regione Campania.
Quali impegni futuri per il Mavv?
I prossimi impegni del MAVV si concentrano su più direttrici. Da un lato, la crescita del Mediterranean Wine Art Fest, la cui prossima edizione è in sviluppo e promette nuove collaborazioni internazionali. Parallelamente, proseguono i progetti dedicati ai giovani, alla formazione e alla sensibilizzazione tramite Bere Consapevole e i laboratori con scuole e università. Un’altra linea strategica riguarda la partecipazione a progetti di sviluppo territoriale, festival culturali e attività integrate tra arte, vino e turismo. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del MAVV come hub culturale e creativo, capace di generare valore e mettere in rete istituzioni, imprese e territori a livello nazionale ed internazionale.
Un tuo sogno nel cassetto?
Dai banchi di scuola fino agli anni dell’università, ho sempre sognato di lavorare nel mondo del turismo e di realizzare qualcosa di “vero”. Quel desiderio, nato tra libri, appunti e prime intuizioni, è rimasto la direzione che ha guidato ogni scelta. Con il tempo ho capito che, in questo settore, l’empatia è una delle chiavi più preziose: la capacità di ascoltare davvero, di entrare in sintonia con chi si incontra, di comprendere le emozioni e i bisogni dietro ogni viaggio e ogni storia. Oggi quel sogno è ancora lì, vivo e nitido. Si è trasformato, si è arricchito, ma non è mai cambiato nella sua essenza. Realizzare qualcosa che possa ispirare, unire, generare impatto. Qualcosa che resti. E farlo sempre con autenticità, sensibilità ed empatia, perché sono queste le qualità che rendono possibile costruire relazioni vere e progetti che parlano al cuore. Un sogno semplice, ma profondamente mio: continuare ogni giorno a costruire bellezza.
I ragazzi del 2° Istituto Comprensivo di Nocera Inferiore in giuria al Libroaperto Festival a…
Nuovo appuntamento con la prevenzione. Domenica 19 aprile al Centro Polivalente screening gratuiti alla tiroide…
Nocera Inferiore, area nel degrado al Cuomo Milone: la denuncia di Imma Zinnia (Azione) sul…
Interventi nei parchi giochi di Nocera Inferiore: nuove giostre, pavimentazioni antitrauma e riqualificazione diffusa sul…
A Nocera Inferiore il ricordo di due giovani morti sul lavoro diventa mobilitazione: presidio e…
La Giunta Comunale di Nocera Superiore ha approvato il progetto candidato alla Regione, di valorizzazione…