Katia Adinolfi morta al Sant’Eugenio per le ustioni di Cassino. Dieci giorni prima era morto il compagno Carmine Sirica
Si è spenta la scorsa notte al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma Katia Caterina Adinolfi, l’operatrice socio-sanitaria di 40 anni, originaria di Nocera Superiore, rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta lo scorso 24 agosto a Cassino. Nonostante i giorni di cure e i tentativi dei medici di stabilizzare le sue condizioni, le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi.
Per oltre due settimane, familiari e personale sanitario hanno sperato in un miracolo, seguendo con angoscia l’evolversi delle sue condizioni all’interno del reparto grandi ustionati. Una battaglia silenziosa combattuta letto dopo letto, mentre attorno a lei si consumava un dramma ancora più ampio, destinato a colpire due volte la stessa famiglia.
Solo dieci giorni prima della scomparsa di Katia, infatti, era deceduto nello stesso ospedale il suo compagno, Carmine Sirica, infermiere di 54 anni, anche lui vittima delle ustioni riportate nella stessa esplosione. Entrambi lavoravano presso la clinica “Santa Scolastica” di Cassino. Sirica era originario di San Valentino Torio.
La notizia della morte della quarantenne ha gettato nello sconforto quanti, fin dal giorno dell’esplosione, avevano seguito con apprensione le sorti della coppia, sperando che almeno Katia potesse farcela dopo la perdita di Carmine.
La scomparsa di Katia Adinolfi lascia una comunità intera nel dolore: quella dei colleghi del “Santa Scolastica” di Cassino, degli amici e naturalmente dei familiari, ora costretti ad affrontare un lutto doppio a distanza di appena dieci giorni. Restano lo sgomento e tante domande ancora senza risposta sulle cause e sulla dinamica esatta dell’esplosione che il 24 agosto ha cambiato per sempre – e poi spezzato – due vite.


