Una manovra giudiziaria e investigativa senza tregua punta a restituire legalità e respiro al fiume Sarno. A tracciare il bilancio è la Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Luigi Alberto Cannavale, in prima linea nell’attuazione del Protocollo d’intesa siglato lo scorso 17 dicembre 2025 dai vertici delle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e Salerno insieme ai capi degli uffici inquirenti del territorio. Un’azione sinergica pensata per stringere il cerchio e arginare in modo sistemico i reati ambientali che continuano a devastare il fragile ecosistema del bacino idrografico e dei suoi affluenti.
Un’azione corale e sistematica che, negli ultimi mesi, ha visto scendere in campo una task force ad alto specializzazione tecnica e investigativa, coordinata e delegata proprio dall’ufficio inquirente nocerino. Sul terreno operano fianco a fianco i militari dell’Arma dei Carabinieri, i finanzieri della Guardia di Finanza, gli uomini della Capitaneria di Porto, i tecnici dell’ARPAC della Regione Campania e gli esperti dell’I.S.P.R.A. Un fronte unito per monitorare, censire e reprimere ogni forma di illecito sversamento.
I numeri messi a segno dalla task force restituiscono la portata dell’operazione: oltre venti obiettivi – tra insediamenti industriali e civili – sono stati passati al setaccio attraverso ispezioni rigorose e verifiche strutturali. Nel corso dei controlli, circa 8.500 metri quadri di aree di pertinenza aziendale sono stati posti sotto sequestro preventivo, mentre circa tre tonnellate di rifiuti, tra cui residui classificati come pericolosi, sono stati sottratti alla catena dello smaltimento illecito e sequestrati.
L’attività di monitoraggio capillare, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. I controlli proseguono a ritmo serrato per completare la mappatura integrale di aziende, reti fognarie, impianti di depurazione e siti produttivi che si snodano lungo il corso d’acqua. E l’agenda dei prossimi giorni prevede già nuovi blitz mirati su altri obiettivi sensibili lungo l’asse del Sarno, con l’obiettivo dichiarato di stroncare sul nascere ogni ulteriore condotta inquinante.
La vera notizia, che restituisce speranza a un territorio martoriato, arriva però dai laboratori. Le analisi chimiche e biologiche condotte sulle acque del fiume Sarno iniziano a registrare i primi riscontri positivi. I dati attestano infatti un progressivo e incoraggiante miglioramento dell’indice di inquinamento, confermando che la strategia della fermezza e del controllo stringente comincia a produrre i suoi frutti.
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