Fatti

Pagani, i commissari al lavoro: focus sugli appalti

Primo briefing a palazzo San Carlo con i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera, al centro gli appalti comunali sospetti

Sono arrivati questa mattina a palazzo San Carlo, sede del municipio di Pagani i tre commissari prefettizi che per diciotto mesi amministreranno la città. La commissione straordinaria è composta dal viceprefetto Maria Cristina Caruso, dal viceprefetto aggiunto Aniello De Angelis e dal dirigente Francesco Puglisi. Ad incontrarli è stata la segretaria generale del Comune, Luisa Marchiaro. A lei il compito di illustrare i dossier amministrativi. Si è trattato di un primo incontro durante il quale, in un’ottica generale, sono state tracciate le linee guida della nuova attività amministrativa. Poi si andrà nei dettagli.

L’incontro è avvenuto nell’ufficio dove pochi giorni fa sedeva l’ex sindaco Lello De Prisco. Nella stessa stanza, poco dopo, sono arrivati il comandante del Reparto territoriale dei carabinieri di Nocera Inferiore, il tenente colonnello Gianfranco Albanese, il comandante della Sezione operativa, il tenente Filippo D’Alù e il comandante della tenenza di Pagani, il tenente Arcangelo Senerchia.

A chiedere l’incontro era stata il vice prefetto Caruso. Ha chiesto le informazioni sull’attività investigativa che ha portato all’inchiesta sulle attività e appalti sospetti che avrebbero condizionato l’attività amministrativa del Comune e alla relazione della Commissione d’accesso di cui, tra l’altro, ne faceva parte il comandante D’Alù e che ha provocato, quindi, lo scioglimento del consiglio comunale con la decadenza del sindaco, della giunta e dei consiglieri comunali. Un primo canovaccio della vicenda era stato illustrato ai commissari il giorno prima nel corso di un incontro a Salerno con il prefetto Francesco Esposito.

I carabinieri sono andati più nei dettagli per illustrare al vice prefetto Caruso il contesto dell’intera vicenda. Tutto gravita intorno alle presunte irregolarità nell’affidamento alla cooperativa Pedema dei servizi di pulizia e sanificazione, il cui titolare Alfonso Marrazzo, è ritenuto vicino al gruppo criminale Fezza-De Vivo. Attraverso la cooperativa, infatti, il clan avrebbe tentato di infiltrarsi nel tessuto economico e amministrativo cittadino, ottenendo affidamenti per lo spazzamento delle strade e del cimitero, così come la sanificazione nel periodo Covid.

Redazione

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