Pubblicate le motivazioni dello scioglimento del comune di Pagani. Sessa e De Prisco chiedono accesso agli atti per fare chiarezza
Le motivazioni dello scioglimento del consiglio comunale di Pagani per ingerenze della criminalità organizzata sono arrivate ieri, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto firmato dal presidente Sergio Mattarella. Il provvedimento, il 21 aprile scorso, aveva già cancellato le elezioni comunali previste per il 24 e 25 maggio, a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Dal 28 aprile il municipio è nelle mani di una commissione prefettizia, che amministrerà la città per i prossimi 18 mesi.
Cosa dice il decreto
Il provvedimento si fonda sulla relazione del prefetto di Salerno Francesco Esposito e ricostruisce un quadro pesante: appalti manipolati, funzionari compiacenti, terreni comunali occupati abusivamente e legami diretti tra amministratori e clan. Tutto parte dall’ordinanza del dicembre 2022 del Gip di Salerno, che aveva disposto misure cautelari per 46 persone. Al centro della vicenda ci sono i presunti favori alla cooperativa Pedema, riconducibile all’ex consigliere e assessore Alfonso Marrazzo, ritenuto vicino al clan Fezza-De Vivo.
Secondo la relazione, un dirigente dell’ufficio tecnico comunale avrebbe fatto da intermediario tra criminalità organizzata, amministratori e struttura comunale: forniva informazioni riservate sui bandi, agevolava gli affidamenti e intratteneva rapporti con soggetti legati all’imprenditoria collusa.
Contestate anche la gestione dei rifiuti — la società incaricata avrebbe assunto soggetti legati alla camorra — e una lunga serie di abusi edilizi rimasti senza risposta. Per il prefetto, l’amministrazione ha mostrato un atteggiamento «inerte e compiacente» per anni. È il terzo scioglimento per Pagani: i precedenti risalgono al 1993 e al 2012.
Le reazioni
L’ex consigliera comunale di opposizione Annarosa Sessa (Italia Viva) e l’ex sindaco Lello De Prisco hanno entrambi presentato richiesta di accesso agli atti. «Pagani ha bisogno di recuperare fiducia e legalità», ha dichiarato Sessa. De Prisco annuncerà i dettagli in una conferenza stampa. Massimo D’Onofrio, candidato sindaco alle elezioni poi annullate, chiede invece una riforma della legge: «Giusto o sbagliato, lo scioglimento deve avvenire in tempi compatibili con il rispetto della sovranità popolare. L’impossibilità di esercitare il diritto di voto determina una sospensione della rappresentanza democratica, cosa inaccettabile in democrazia».
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