Potremmo riassumere il concetto di dieta chetogenica in due righe: si basa sulla restrizione dei carboidrati e l’elevamento dei grassi. Perciò, evita gli alimenti ricchi di carboidrati, aumenta l’assunzione di grassi e assicurati un apporto proteico moderato ad ogni pasto. Il nostro corpo viene posto nelle condizioni di “simulare” il digiuno e per sopravvivere senza zucchero attinge alle scorte di grasso per formare corpi chetonici e preserva la massa magra.
Esistono vari tipi di dieta chetogenica da adattare in base alle caratteristiche del paziente (per alcuni addirittura potrebbero essere previste 24-36 h di ricarica di carboidrati). Può essere fatta con semplici bustine di proteine e Sali minerali, perdendo però a mio parere il gusto ed il piacere del cibo, oppure alimentare, evitando quei famosi pasti sostitutivi che sotto la scritta senza zucchero nascondono grammi di carboidrati che sommati compromettono la chetosi, in più sono arricchiti di grassi e proteine risultando molto calorici (leggere le etichette per credere)
In ogni caso l’approccio deve essere ciclico, non durare troppo a lungo (ma minimo 21 giorni, perché ho sentito di diete chetogeniche di 15 giorni che non portano a nessun vantaggio metabolico) altrimenti si andrebbe a creare un danno metabolico invece di un vantaggio affaticando organi come il surrene.
Non serve seguire (o, peggio, inseguire) una dieta se dopo si ritorna ad abitudini scorrette. Serve, piuttosto, abituarsi a uno stile alimentare. Dopo la cheto c’è un percorso di graduale reintroduzione dei carboidrati e l’adesione ad un piano di mantenimento. Dopo un periodo di chetosi, adottare uno stile alimentare controllato permette di “dimagrire definitivamente” garantendo al corpo di non perdere la capacità di ossidare i grassi o cosiddetta flessibilità metabolica.
La chetogenica è utile in quei pazienti che presentano un metabolismo “rigido” che è quasi sempre in modalità brucia zuccheri. Con questo tipo di metabolismo, se vai in surplus alimentare, si mette facilmente grasso mentre in deficit alimentare, si perde facilmente muscolo. Questo accade perché i tessuti, restando avidi di glucosio o zuccheri (restando quindi in modalità brucia zuccheri), costringono alla demolizione delle proteine, da cui viene prodotto glucosio. Infatti un altro errore è considerare una dieta cheto iperproteica….un eccesso di proteine ovvero amminoacidi, può comportare una conversione di questi ultimi (detti gluconeogenici) in glucosio a livello epatico, ostacolando la chetosi.
Portare l’organismo a bruciare più grassi (anche in surplus alimentare), genera una serie di adattamenti che aumentano la flessibilità metabolica e favoriscono la perdita di grasso a lungo termine. Ricordo che per monitorare la cheto si possono utilizzare degli stick urinari così da auto monitorarsi ed intervenire tempestivamente se qualche cosa non dovesse andare.
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