“Craxi, una storia controversa”. E’ il titolo del convegno in programma domani sera alle ore 18 al municipio di Nocera Inferiore. E’ stato organizzato dal sindaco Manlio Torquato e dall’amministrazione comunale di Nocera Inferiore per ricordare Bettino Craxi a 20 anni dalla sua scomparsa. Interverranno Enzo Maraio segretario nazionale del Partito Socialista, Giulio Di Donato ex vicesegretario socialista, Alfonso Conte docente di storia contemporanea all’Università di Salerno e Francesco Caso ex sindaco socialista a Nocera Inferiore.
L’intento del sindaco è di approfondire un pezzo di storia italiana, rimasta in parte in un angolo buio della “prima repubblica”. E indagare la conoscenza del leader socialista nel ventesimo anniversario della morte. Andando a spulciare nella cronaca politica cittadina si scopre che nell’autunno del 1999, da giovane consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Torquato propose alla sua maggioranza, il sindaco era Aldo Di Vito, di approvare in consiglio comunale una delibera per fare voti al presidente del Consiglio Massimo D’Alema, per far rientrare in Italia Craxi per consentirgli di curarsi. La proposta di Torquato, la definì “un gesto umanitario”, non andò a buon fine tra i sospetti dell’opposizione, che parlava di speculazione politica e il no degli alleati di centro destra. Dopo pochi mesi Craxi morì.
Dopo 20 anni Torquato torna ad incrociare il leader socialista. “Se dopo tanti anni – ha detto il sindaco – se ne discute ancora in maniera feroce è perché dalla sua eliminazione, era considerato il pericolo pubblico numero uno, siamo tutti più infelici, più poveri, meno liberi”. Quella di Torquato non è una difesa a tutto campo ma un’attenta analisi della personalità del leader socialista, del periodo storico, di quello che è poi successo in Italia. “Craxi – ha sottolineato il sindaco – è stato l’unico vero leader politico che ha messo insieme il rispetto dell’identità nazionale, le politiche riformiste e di ammodernamento e il senso di primato della politica nella società civile rispetto agli altri poteri dello Stato”.
Per Torquato, quando Craxi fu eliminato politicamente, si verificò “un colpo di Stato strisciante che ha affondato in un sistema politico che era corrotto”. Dopo 20 anni le cose sarebbero peggiorate. “Non stiamo affatto meglio – ha dichiarato Torquato – perché c’è un totale sovvertimento degli equilibri dei poteri dello Stato, la politica segna il passo, l’Italia è marginale nello scenario europeo e dell’area mediterranea, l’economia è in contrazione. Tutto questo è dovuto al fatto che c’è una classe politica che non sa fare il proprio mestiere e in continua soggezione con gli altri poteri dello Stato. Spesso, purtroppo, la politica è anche diventato il rifugio di affaristi ed avventurieri”.
Per Torquato restano gli angoli bui di quel periodo della storia italiana, non solo per la vicenda craxiana ma per l’intera fase della “prima repubblica”. “Essa godeva, almeno fino alla caduta del Muro di Berlino e a tangentopoli, di impunità internazionale e questo ha poi facilitato un ribaltamento delle posizioni che ha nociuto all’Italia in modo pesante. E le conseguenze le paghiamo ancora oggi”, ha concluso il sindaco.
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