“La salute è una cosa seria. I cittadini lo sanno, i politici invece no”. De Martino Alfonso e Marro Bianca, candidati della lista “Uniti per il Futuro” a sostegno del candidato sindaco Romano, intervengono su uno dei temi più avvertiti dai cittadini, quello della sanità pubblica. “Su un tema fondamentale come quello della salute – dicono – sentiamo dire, per esempio pochi giorni fa dal candidato a sindaco De Maio, sempre la stessa e unica parola, ospedale. Bene, e poi? Il nulla. Restano ancorati a un’idea vecchia, superata e sbagliata della sanità. Intendiamoci, il potenziamento dell’ospedale di Nocera è importante e su questo siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe. Ma l’ospedale non basta, e invece certi candidati sindaci lo usano come alibi”.
Perché? “Perché – rispondono – la sanità sta cambiando completamente, e non da oggi. In questo cambiamento i Comuni hanno una responsabilità enorme. Quella che deve crescere è la sanità territoriale, che significa anche liberare gli ospedali da un uso improprio che li blocca. E in questo ambito il Comune ha un ruolo importantissimo. Non come è stato a Nocera dove il sindaco uscente, con la maggioranza che appoggia De Maio, si è limitato ad abbaiare alla luna dimenticandosi che proprio il sindaco è la prima autorità sanitaria sul territorio. E allora chi chiede i voti deve dire cosa vuole fare invece di attaccarsi sempre a ciò che devono fare gli altri, come l’ospedale appunto. I cittadini hanno bisogno di servizi nuovi”.
Quali? “Lo dice il PNRR, che tutti citano un po’ a vanvera. Sono già stati stanziati i primi 8 miliardi per la sanità. Il 41% andrà al Sud. Per fare cosa? Al primo punto ci sono, testualmente, reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. La nuova assistenza avrà come baricentro il distretto socio sanitario, ossia la struttura del territorio. La Campania è la seconda regione per destinazione dei fondi, con oltre 950 milioni. Di questi, per esempio, 250 sono per le Case della comunità e 111 per gli Ospedali di comunità”.
Non tutti sanno cosa siano. “Appunto, ed è grave. Le case della comunità sono strutture sanitarie con medici di medicina generale, pediatri, specialisti infermieri a diretto servizio del territorio, l’ospedale di comunità è una struttura per ricoveri brevi e interventi sanitari a media/bassa intensità. Poi c’è tutto il settore della medicina domiciliare, della telemedicina, della prevenzione… Ecco, tutto questo dovrà andare a regime entro il 2026. Finora non è stato fatto nulla, nessuno ne parla, e invece va fatto subito, ed è ciò che faremo”.
Sembrano promesse. “Neanche per sogno. Bisogna lavorarci sin dai primi giorni, con il direttore del distretto sanitario. Per noi è indispensabile. Perché per la salute servono sicuramente più soldi, ma serve anche la capacità di utilizzarli. Già oggi la Campania è svantaggiata rispetto al resto del Paese e Nocera è svantaggiata rispetto al resto della Campania. Questa storia deve cambiare, anche grazie all’amministrazione comunale. Ma avremo modo di riparlarne perché la salute, insieme a lavoro e qualità della vita, è al centro del nostro impegno…”
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