Politica

Cava, lo stipendio che divide

Veleni tra maggioranza e opposizione per la scelta dell’amministrazione metelliana di aumentare lo stipendio del sindaco e degli assessori

Non si placano a Cava de’ Tirreni le polemiche all’indomani della decisione dell’amministrazione comunale di aumentare lo stipendio del sindaco e degli assessori. Sulla vicenda c’era stata una dichiarazione del sindaco Vincenzo Servalli che aveva precisato che l’indennità del sindaco e degli amministratori locali è stabilita con legge dello Stato, in funzione del numero di abitanti.

“Attualmente – aveva rivelato Servalli – la mia indennità netta è di 3525 euro, inappropriata per il carico di responsabilità a cui i sindaci sono sottoposti. La mia dichiarazione dei redditi è pubblica da molti anni.” Servalli aveva poi ricordato che lui e gli altri amministratori devolvono il 10% dell’indennità a favore dei servizi sociali. Per poi criticare l’operato delle forze dell’opposizione che avevano criticato l’aumento dell’indennità. “Periodicamente ritorna questa miserabile polemica, da parte di alcune forze di opposizione che non mi risulta quando hanno governato vi abbiano mai rinunciato. Oggi è toccato ad alcuni campioni della imbecillità pieni di malanimo e di odio”, aveva detto Servalli.

“LA VERITA’ FA MALE”

La replica è arrivata con una nota stampa firmata dai consiglieri Bruno D’Elia, Raffaele Giordano, Marcello Murolo, Vincenzo Passa e Pasquale Senatore riferimento dei gruppi Forza Italia, Noi Moderati e Siamo Cavesi che scrivono di “essere oggetto di una campagna di odio, orchestrata dal sindaco Servalli e dalla sua maggioranza perché colpevoli di aver rivelato alla città quello che, invece, non doveva sapere”. Pur ammettendo che l’aumento delle indennità è legittimo, i consiglieri di opposizione riflettono sugli aumenti riconosciuti agli amministratori pubblici e ai politici in genere e non ai lavoratori. Per poi chiedersi “è normale in un’azienda che è in grave dissesto che gli amministratori abbiano incrementi di stipendio?”.

Il riferimento è alle difficoltà economiche del Comune metelliano. “E perché – continua la nota – i dipendenti, essendo sempre meno, devono fare di più con gli stessi compensi? È evidente che è il modello ad essere sbagliato, c’è un privilegio che la politica si concede e al quale questi politici non rinunciano”. Per poi sostenere “è chiaro che un attacco del genere nasconde la paura che una verità scomoda sia venuta a galla. Ancora una volta questo sindaco cerca di imporre il silenzio a chi non segue la sua linea di potere. Non c’è altra verità che quella scelta e imposta da lui. Dietro il sorriso di circostanza, l’arroganza è la regola del potere”.

Redazione

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