«Il passato va riconosciuto, il presente va governato, il futuro va costruito». Con queste parole, il sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio ha scelto di aprire la sua nuova scommessa politica. Lo slogan sintetizza la filosofia del progetto Nocera Domani, presentato questa mattina in quello che il primo cittadino ha definito, senza giri di parole, un cantiere aperto. Un cantiere in cui la parola d’ordine è una sola: costruire.
A un anno esatto dalle elezioni comunali, De Maio gioca d’anticipo. Riunisce attorno a sé alleati storici e nuovi interlocutori e getta le fondamenta di quello che, con il consenso dei cittadini, potrebbe diventare il secondo mandato alla guida della città. L’obiettivo dichiarato è edificare una «Nocera democratica, progressista, riformista e moderata». Si tratta di un campo largo, anzi larghissimo, se si guarda in prospettiva.
Le priorità programmatiche sono state elencate nel passaggio conclusivo di De Maio: migliorare la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti; completare il Piano urbanistico comunale con il vincolo di consumo zero di suolo; valorizzare l’area di San Giovanni in Parco; far decollare la nascente azienda consortile per le politiche sociali; trasformare Fosso Imperatore in un’area industriale interregionale; realizzare un grande parco verde attrezzato nell’area dell’ex cava di Fiano. Un programma che mette insieme tutela del territorio e sviluppo economico, ambiente e welfare.
Attorno al tavolo, i volti del Partito democratico, del Partito socialista, di Alleanza Verdi Sinistra e delle liste civiche. Ma la novità più significativa riguarda chi siede tra i banchi dell’opposizione nell’aula consiliare. Civiche in Rete — con Antonio Romano, Antonio Iannello e Giovanni D’Alessandro — ha annunciato, pur rimanendo all’opposizione, la propria disponibilità a contribuire alla costruzione del programma amministrativo «fondato sui capisaldi della legalità, della solidarietà, del lavoro, della tutela ambientale». «Da moderati riformisti, forti dei valori della dottrina sociale della Chiesa, valori che non tollerano incoerenze ed emotivismi», ha precisato D’Alessandro.
Presente anche Tonia Lanzetta, coordinatrice cittadina di Forza Italia, la cui vicinanza all’amministrazione — motivata da ragioni civiche e da un approccio pragmatico ai provvedimenti ritenuti utili alla città — ha già suscitato malumori sia nel centrodestra sia in alcuni settori del centrosinistra. A rispondere è stato il consigliere Vincenzo Sellitto: «Nella vita amministrativa può capitare di trovarsi su posizioni diverse, di condividere percorsi oppure interromperli: è la politica locale, fatta di scelte, valutazioni e responsabilità che nel tempo possono evolvere. Molto meno convincente, invece, è l’atteggiamento di chi oggi punta il dito contro gli altri fingendo che il proprio passato politico non esista. Le amministrazioni si giudicano sui fatti, sulla credibilità e sulla coerenza dei comportamenti nel tempo».
De Maio conosce bene le tensioni che attraversano la geometria politica di una possibile ampia alleanza. E le affronta con la stessa formula con cui ha costruito il suo discorso: «Questa città ha già dimostrato che quando gli obiettivi sono chiari, le contrapposizioni passano in secondo piano». Il cantiere è aperto. Si costruisce.
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