Una poltrona che scotta. È quella del dirigente del settore “Territorio e Ambiente” del Comune di Nocera Inferiore. L’incarico è di quelli da far tremare i polsi. Il ruolo è strategico. Forse per questo motivo l‘attenzione è elevata. La storia è lunga e complessa, condita da ricorsi e sentenze. L’ultima è del 13 marzo scorso. È firmata dai giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato che hanno rigettato, perché infondato, l’appello dai legali del Comune contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale. Il contendere era proprio l’incarico a tempo pieno e indeterminato per il dirigente. La procedura di reclutamento risaliva al 2021.
Secondo la magistratura amministrativa il successivo bando di concorso e le delibere sul personale devono essere annullate. A confrontarsi c’era l’amministrazione comunale e il professionista secondo classificato al concorso. Tutto si complica perché il vincitore della selezione, l’architetto Giovanni Lanzuise, dopo essere stato assunto, si dimette preferendo un altro ente. Il secondo classificato pensa, a questo punto, che sia arrivato il suo momento. Non è così. L’amministrazione De Maio, è il settembre 2023, decide di avviare un’altra procedura selettiva per individuare il dirigente, rinunciando, in questo modo, allo scorrimento della precedente graduatoria. Il criterio non è ritenuto conforme dal professionista che aspirava all’assunzione.
L’ingegnere, dunque, impugna la delibera della giunta municipale sostenendo che andava effettuato lo scorrimento della graduatoria e non avviare un nuovo reclutamento in quanto lede i suoi interessi. Si va avanti sino alla decisione del Consiglio di Stato. Tutto risolto? Assolutamente no. Il Comune cambia strategia e si prepara ad un nuovo concorso ritenendo la precedente graduatoria ormai scaduta. Il bando è stato pubblicato ieri sull’albo pretorio.
E a poche ore di distanza è arrivata la nota politica sulla vicenda firmata dai consiglieri comunali di opposizione Pasquale D’Acunzi, Giovanni D’Alessandro, Rosa Giordano, Antonio Iannello, Giuseppe Odoroso e Antonio Romano. “Si tratta – scrivono – di un nuovo tentativo dell’amministrazione di decidere arbitrariamente chi assumere nonostante il parere contrario del Tar e del Consiglio di Stato. Ancora una volta non viene dato seguito alle sentenze. L’aver atteso, in maniera ostruzionistica, la scadenza biennale della graduatoria dimostra ancora una volta la malafede di questa amministrazione. È un’azione che, senza alcun dubbio, espone l’ente ad un ingente risarcimento danni. Probabilmente il professionista non è gradito all’amministrazione in carica. Nel frattempo, settori nevralgici come quelli dell’urbanistica e dei lavori pubblici restano senza un dirigente di ruolo per le scelte scellerate di un Comune che opera con metodi ambigui, poco trasparenti o rispettosi delle leggi”.
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