Politica

Nocera Superiore, la fontana della discordia

Opposizione attacca il sindaco D’Acunzi: demolita la fontana a piazzetta Filauro senza spiegazioni. Chiesti atti, costi e progetto dei lavori

È polemica sui lavori in corso nell’area della stazione ferroviaria di Nocera Superiore, in particolare a piazzetta Filauro, dove nei giorni scorsi è stata abbattuta la fontana. I consiglieri comunali di opposizione hanno chiesto chiarimenti al sindaco Gennaro D’Acunzi, denunciando la totale assenza di comunicazione preventiva sia nei confronti della minoranza consiliare sia della cittadinanza.

Secondo quanto riferito dagli esponenti dell’opposizione, la demolizione della fontana è avvenuta senza che il progetto fosse mai stato condiviso o illustrato pubblicamente. Una mancanza che ha alimentato interrogativi e proteste, soprattutto sui social, dove numerosi cittadini si chiedono quale sia il futuro dell’area e cosa verrà realizzato al posto della struttura rimossa.

“Domande legittime, rimaste senza risposta” sottolineano i consiglieri Carmine Amato Enrico Bisogno Annalisa Carleo Giovanni Iannone Maurizio Lamberti Galante Teo Oliva, che accusano il primo cittadino di adottare ancora una volta un metodo decisionale poco trasparente e caratterizzato da scelte prese “a porte chiuse”. Una critica che si inserisce in un quadro più ampio di tensioni politiche: da un lato, spiegano, il sindaco lamenterebbe la mancanza di proposte da parte dell’opposizione, dall’altro continuerebbe a non condividere atti e informazioni, alimentando una distanza crescente tra amministrazione e cittadini.

Nel merito, la minoranza ha formalizzato una serie di richieste precise: conoscere quale progetto sia stato approvato e con quali atti amministrativi; capire le motivazioni che hanno portato all’abbattimento della fontana; sapere cosa sorgerà al suo posto, con tempi e costi dell’intervento e con l’indicazione dei soggetti finanziatori; infine, chiarire perché non sia stata attivata alcuna forma di informazione preventiva rivolta ai residenti e al consiglio comunale.

“La città non è proprietà privata del sindaco”, attaccano i consiglieri, ribadendo che le trasformazioni degli spazi pubblici devono essere discusse, motivate e comunicate. L’opposizione annuncia quindi che continuerà a esercitare il proprio ruolo di controllo, chiedendo rispetto per i cittadini e maggiore trasparenza amministrativa.

Redazione

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