Politica

Pagani casse vuote e rifiuti in strada

La crisi politica amministrativa di Pagani ora mette a rischio i servizi indispensabili come la raccolta dei rifiuti. Stop all’umido sino al 9 marzo

Non bastava il Coronavirus, ora a Pagani c’è anche l’emergenza rifiuti. Da oggi e sino al prossimo 9 marzo non sarà possibile conferire l’umido. La Gesco, l’azienda che gestisce il sito dove la società Pagani Ambiente scarica la frazione organica dei rifiuti, non sono è stata pagata. Dunque, spazzatura in strada.

A comunicarlo è stata Annarosa Sessa, sindaco facente funzioni dimissionaria. Ha spiegato che “il mancato pagamento degli oneri di smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha comportato l’impossibilità di smaltire i rifiuti solidi urbani raccolti sul territorio comunale negli ultimi due giorni”.

“Mi scuso con la città per il disservizio che si sta creando sul territorio comunale – ha continuato Sessa – e che compromette, oltre che la salute e l’igiene pubblica, i rilevanti risultati raggiunti in materia di raccolta differenziata e di riduzione dei costi di smaltimento”.

La colpa, secondo Sessa, è il “dissennato comportamento di questi ultimi due mesi, di parte dell’apparato burocratico e di parte della maggioranza consiliare. Ora si vedono i primi devastanti effetti per la città che erano prevedibili e che coscientemente si è voluto non vedere pur di agire contra la mia persona pur di perseguire un’azione di delegittimazione della sottoscritta che voleva esclusivamente governare la città, nel periodo temporale fino alle elezioni amministrative di maggio 2020”.

Anna Rosa Sessa

Anna Rosa Sessa ha confermato che non ritirerà le sue dimissioni, operative da domenica 8 marzo, ed ha annunciato una conferenza stampa per spiegarne i motivi. “Mi auguro che le mie dimissioni – ha precisato – inducano i consiglieri comunali, che rimarranno in carica fino alle nuove elezioni amministrative e visto che non esiste più il problema di impedire la  visibilità del sindaco f.f. a deporre le asce di guerra e a preoccuparsi invece di affrontare sul serio i problemi della città incominciando a rilevare,  contrariamente a quanto fatto finora, che se permangono comportamenti gestionali antichi e se permane un Fondo Crediti di dubbia esigibilità pari a circa 5,5 milioni di euro per il 2020, nessuna ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato potrà garantire l’assolvimento dei servizi indispensabili”.

Nello Ferrigno

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