L’invito è ad «abbassare i toni», quasi una richiesta a pacificare la città di Pagani dopo un finale di campagna elettorale caratterizzato dalle polemiche, alla vigilia del turno di ballottaggio. Preoccupato della situazione venutasi a creare dopo i duri scontri politici di questi giorni, il professore Francesco Ianniello, autorevole e stimato esponente del centrodestra paganese nonché ex coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, è intervenuto con una dichiarazione per invitare le forze politiche cittadine a riprendere la strada del confronto per il bene di Pagani.
Ianniello, mesi addietro, ha rassegnato le dimissioni da portavoce di Fdi a Pagani dopo una decisione sofferta ma al tempo stesso irrevocabile. Da allora, forte della sua esperienza politica e amministrativa, si considera «un umile, attento osservatore delle vicende locali». Un autoesilio volontario, un po’ come accaduto ad esponenti della vita pubblica romana “O tempora, o mores” “Che tempi! Che costumi! , citando Cicerone.
Da qui la riflessione: «La politica vive anche di parole, da cui i nomi stessi degli organi rappresentativi delle nostre istituzioni pubbliche, Parlamento e, indirettamente, Consiglio, che permettono appunto il consiglio, il confronto, il dialogo, la trasparenza, la comprensione pubblica delle decisioni e dei fatti: tutte cose che ciascun onesto cittadino, vorrebbe. Ma se le parole si inquinano, e divengono violente, è tutta la politica che diventa violenta, e la pacificazione sociale resta un miraggio lontano».
«Ultimamente – dichiara Ianniello – stiamo assistendo ad una trasformazione dello stile politico paganese. Noto che la contrapposizione politica all’avversario si sta evolvendo verso l’“abbattimento del nemico”. Non è più “proporre e fare” quanto piuttosto “opporsi e distruggere”».
L’invito è alla moderazione e riguarda tutti. Difficile non pensare alle parole accese di questi giorni, soprattutto attraverso i social network. Sulla base di queste considerazioni per Ianniello «bisognerebbe fermarsi, pensare, riflettere e capire a cosa e dove ci porterà tutto questo. La città è stanca, l’uomo della strada è esausto ed indignato. Se la dialettica diventa conflitto, lascia sempre l’amaro in bocca, quando non crea danni peggiori – conclude lanniello – Forse è proprio ora di farci carico tutti insieme del bene comune. Lo dobbiamo alla nostra città e alla nostra dignità di cittadini».
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