Riflessione

Castel San Giorgio, stop 5G

Il sindaco Paola Lanzara vieta il 5G nel suo Comune. “In attesa di studi certi devo salvaguardare la salute dei miei concittadini”. I pro e i contro

Paola Lanzara

Vietato installare antenne per la rete 5G (quinta generazione) ed avviare la sperimentazione. Lo ha scritto in un’ordinanza Paola Lanzara, sindaco di Castel San Giorgio. “Si tratta – ha spiegato il sindaco – di un provvedimento cautelativa soprattutto perché mancano indicazioni ben precise sulla eventuale pericolosità delle onde elettromagnetiche prodotte dai nuovi impianti di trasmissione dati e telefonia. C’è anche una raccomandazione dell’Unione Europea che è in attesa di conoscere dagli scienziati i risultati di un’indagine epidemiologica”.

Il 5G si basa “su microonde a radiofrequenze più elevate dei precedenti standard tecnologici” e che, secondo alcuni esperti, potrebbero provocare danni alla salute dell’uomo. Diverse associazioni nei mesi passati, alla luce di alcuni studi effettuati da alcuni istituti di ricerca indipendenti, hanno lanciato l’allarme chiedendo lo stop dell’avvio del 5G in Italia. Nelle scorse settimane un gruppo di cittadini ha raccolto 11 mila firme in una petizione consegnata al parlamento.

Cosa dice la scienza ufficiale

Ma la scienza ufficiale, attraverso l’Istituto superiore della sanità, getta acqua sul fuoco: in una recente audizione alla Camera chiarisce che le tante nuove antenne 5G, per le loro caratteristiche, sono un pericolo ancora più remoto per la salute rispetto alle attuali tecnologie. Anche la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti, Icnirp (un organismo non governativo, formalmente riconosciuto dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità), sostiene che i rischi non sono superiori ai sistemi attualmente in uso.

Un’antenna 5G

L’Icnirp ha descritto come poco significativi i due studi, i quali comunque non riguardano le frequenze 5G ma solo le possibili conseguenze dell’esposizione massiccia e prolungata a campi elettromagnetici (generati – com’è noto – non solo da cellulari e relative antenne ma anche dagli elettrodomestici e vari altri strumenti).

Telefoni cellulari e antenne

Le linee guide internazionali definiscono “possibile” cancerogeno solo un grande utilizzo dei cellulari (cosa molto diversa rispetto alla presenza di antenne, perché la vicinanza della fonte al nostro cervello aumenta di tanto l’assorbimento delle onde). E comunque – ha ricordato il ricercatore dell’Iss – “possibile cancerogeno” è il livello più basso di rischio, per cui la scienza ufficiale al momento è incerta che ci possa essere davvero un pericolo.

L’effetto delle frequenze sulle cellule

Ci si può chiedere poi se il 5G, usando nuove frequenze (vicine alle cosiddette “onde millimetriche”) possa esporre a rischi diversi e maggiori per la salute. È appunto questo l’allarme lanciato da chi adesso chiede lo stop della tecnologia (già lanciata negli Stati Uniti e in arrivo in tutta Europa). Le nuove frequenze sono più elevate rispetto a quelle usate ora dai cellulari e serviranno tra l’altro a creare celle molto piccole e numerose nelle nostre città, per esempio per i servizi dell’internet delle cose (Iot). Il segnale su frequenze elevate penetra e si diffonde meno bene, ecco perché le celle devono essere più piccole e più capillari. Ma questo vuol dire anche – notano dall’Istituto superiore della sanità – che le potenze utilizzate saranno più basse e le onde si fermeranno a livello molto superficiale (della pelle).

Redazione

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