La scuola, se è vera e seria, ci fa entrare in un discepolato, che è la prima condizione per imparare. Bisogna entrare nella scuola dell’obbedienza, da ob-audire, ascoltare da un altro e per farlo è richiesta la virtù dell’umiltà.
Suona di nuovo la campanella, per un nuovo anno scolastico, e una folla enorme di alunni, docenti, famiglie, personale della scuola a quel suono comincia o riprende l’avventura. Com’è bella la scuola! Per imparare ed insegnare occorrono passione e competenza, lavoro quotidiano, metodo e disciplina.
Come sono attuali due frasi che prendo da due autori e che ci fanno riflettere.
“Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi a insegnare” scrive Oscar Wilde. Giovanni Papini invece ci ricorda che “Ci son di quelli che non dicono nulla ma lo dicono bene – ce n’è altri che dicono molto ma lo dicon male. I peggiori son quelli che non dicono nulla e lo dicon male”.
Per non entrare tra questi, andiamo a scuola dal nostro Maestro, dai grandi autori classici e contemporanei e, approfondendo, impariamo ed educhiamo, perché è sempre vero che la scuola prepara per le grandi lezioni della vita».
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