Non solo povertà materiale, ma anche occupazionale. Dal dossier sulla povertà, presentato a Napoli dalla Caritas regionale nelle scorse settimane, ha messo alla luce tutti gli aspetti che caratterizzano il disagio sociale del territorio. Sempre più giovani laureati campani sono costretti a lasciare le proprie città, emigrando altrove in cerca di fortune lavorative. Negli ultimi dieci anni, su oltre 1 milione di giovani laureati, in 329 mila hanno lasciato la Campania per mancanza di occupazione. E’ il 29%, un dato davvero preoccupante, la più alta di tutto il Mezzogiorno, e che deve portare a far riflettere.
Di quest’ultimo dato, 170 mila (pari al 15% dell’intero flusso migratorio verso il Settentrione) partono da Napoli. Con un aggravante paradossale. Vanno via i laureati e la Campania è la regione che spende di più in formazione e istruzione di ragazzi e giovani, di cui gode poi il Nord. La Campania spende per l’istruzione il 5,9% del Pil contro il 2,6% del Nord.
“Una situazione estremamente preoccupante – ha dichiarato il presidente della Cisl Giovani di Salerno Luigi Bisogno – che vede noi giovani laureati del Sud attestarci agli ultimi posti in Italia per una valida prospettiva lavorativa e occupazionale. In questi anni la politica del fare non ha mai voluto affrontare seriamente la questione meridionale. Urge una risposta concreta per frenare questa emorragia senza fine”.
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