Campania

Riabilitazione disabilità gravi: «Ora un cambio di rotta»

A Nocera Inferiore convegno su disabilità gravi, dal convegno di Villa dei Fiori proposte per una nuova programmazione centrata sulla persona

Il sistema della riabilitazione per le persone con disabilità gravi e gravissime ha bisogno di un cambio di paradigma, cioè costruire un sistema capace di rispondere ai loro reali bisogni assistenziali. È questo il messaggio principale emerso dal convegno «Il futuro della riabilitazione per persone con disabilità gravi e gravissime», organizzato dal Centro Studi Villa dei Fiori di Nocera Inferiore nell’ambito della XXX Giornata della Riconoscenza, dedicata alla memoria del senatore Luigi Angrisani.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Centro Studi Villa dei Fiori, Luigi Celestre Angrisani, che ha presentato la pubblicazione che ha dato il titolo al convegno. Angrisani ha denunciato l’urgenza di un cambiamento radicale per affrontare le criticità che, a suo dire, stanno progressivamente smantellando l’assistenza ai pazienti con disabilità gravi e gravissime. Nel mirino, in particolare, il limite dei 240 giorni previsto per i percorsi riabilitativi, la riduzione del 40% dell’assistenza una volta superato quel termine con il passaggio in Rsa e la pretesa di mantenere inalterate le prestazioni anche a fronte di una retta tagliata della stessa percentuale. Regole che, secondo Angrisani, risultano incompatibili con la gravità delle patologie trattate. Il presidente del Centro Studi ha citato anche il caso dei pazienti autistici gravi, ai quali oggi vengono garantite solo tre ore di terapia giornaliera, in contrasto con quanto stabilito dalle Commissioni Asl, lanciando un interrogativo che, ha sottolineato, resta senza risposta: se la riabilitazione prevista dall’articolo 26 viene progressivamente smantellata, dove finiranno questi pazienti?

L’intervento di Loredana Raia

Particolarmente atteso l’intervento della presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale della Campania, Loredana Raia, che ha posto l’accento sul nodo centrale della giornata: il limite temporale dei 240 giorni previsto per i percorsi riabilitativi. «I pazienti gravi e gravissimi non possono essere curati a tempo, bisogna intervenire», ha dichiarato, osservando che un vincolo amministrativo di questo tipo può ritenersi ragionevole solo se sostenuto da evidenze cliniche, che al momento non risultano presenti.

Raia ha toccato anche il tema del personale, segnalando la necessità di intervenire sull’eliminazione dei livelli dedicati al trattamento dei pazienti con disabilità congenite gravi e gravissime e sul mancato riconoscimento degli stessi da parte delle Asl. Critica, secondo la presidente della Commissione sanità, anche l’ipotesi di trasferire il 15% del budget destinato alla riabilitazione dal setting assistenziale residenziale e semiresidenziale a quello ambulatoriale. Raia ha comunque garantito disponibilità e impegno nell’affrontare queste criticità, richiamando i recenti interventi regionali in materia di disabilità come un primo passo di un percorso più ampio da costruire.

In questo contesto, l’amministratore delegato di Villa dei Fiori, Giovanni Capone, ha consegnato alla presidente un documento firmato da sei centri della Campania, che raccoglie le proposte elaborate per superare le attuali criticità, chiedendo un impegno concreto per la loro realizzazione. Raia ha assicurato pieno sostegno nel portare avanti le iniziative.

Il dibattito tra esperti, istituzioni e professionisti

Il confronto ha coinvolto numerosi relatori. Il giornalista de Il Mattino Ettore Mautone ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una programmazione sanitaria fondata sui reali bisogni assistenziali, osservando come il sistema sia ancora costruito prevalentemente per la gestione delle patologie acute, mentre le condizioni croniche richiederebbero percorsi assistenziali continuativi e di lungo periodo.

Gianvincenzo Nicodemo, vicepresidente dell’Associazione nazionale pedagogisti ed educatori italiani, ha messo in guardia contro la confusione tra disabilità congenite e disabilità acquisite, sottolineando come per le prime la riabilitazione sia orientata prima all’acquisizione e poi al mantenimento delle abilità, mentre un’interruzione del percorso comporterebbe un’involuzione con perdita delle competenze già acquisite.

Arcangelo Saggese Tozzi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Salerno, ha invece insistito sulla necessità di modelli assistenziali più flessibili e multidisciplinari, capaci di integrare sanità, servizi sociali e territorio, richiamando l’esigenza di una maggiore collaborazione tra istituzioni, professionisti, strutture accreditate e associazioni.

Il direttore scientifico del Centro Studi Villa dei Fiori, Antonio Mirabella, ha posto l’attenzione sulle possibili conseguenze medico-legali derivanti dalla mancata continuità assistenziale, evidenziando come la perdita di funzioni e autonomie legata all’interruzione delle cure appropriate possa configurare anche profili di responsabilità giuridica per le istituzioni coinvolte nella tutela delle persone più fragili.

Chiudendo gli interventi, il professor Domenico Della Porta, docente dell’Università degli Studi di Salerno, ha illustrato le opportunità offerte dal decreto legislativo 62 del 2024 e dal nuovo progetto di vita personalizzato, basato sulla centralità della persona con disabilità, delle sue aspettative e delle sue scelte.

Una giornata tra impegno civile e momenti di comunità

Conclusa la tavola rotonda, la Giornata della Riconoscenza è proseguita a Villa dei Fiori di San Pantaleone, dove il vescovo monsignor Giuseppe Giudice ha celebrato la Messa insieme agli ospiti della struttura, agli operatori e alle famiglie. Tra i momenti più intensi della celebrazione, la Confermazione ricevuta da Domenico, 17 anni, ospite della struttura.

Il senatore Luigi Angrisani

La giornata è continuata con il conferimento del XXX Premio Angrisani alle assistenti sociali delle Asl distintesi per il loro impegno verso i pazienti, tra cui alcune provenienti dalla Calabria, seguito dal tradizionale pranzo condiviso con le famiglie e dal consueto spettacolo pirotecnico che da anni accompagna l’iniziativa.

A chiudere la manifestazione, lo spettacolo messo in scena dagli ospiti di Villa dei Fiori: musica, coreografie e applausi per un’esibizione che ha conquistato il pubblico, trasformandosi in una festa della vita capace di ricordare, ancora una volta, che dietro ogni percorso di cura ci sono persone, talenti e sogni che meritano di essere riconosciuti e valorizzati.

Redazione

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