Campania

Riabilitazione, domani corteo a Napoli

Il Comitato Giustizia Contrattuale, insieme ai sindacati, domani in protesta a Napoli contro i “contratti pirata”

I lavoratori del settore della riabilitazione scendono nuovamente in piazza. Domani a Napoli, una nuova protesta contro i cosiddetti “contratti pirata”. Ancora una volta, a distanza di 15 giorni, i sindacati e il Comitato Giustizia contrattuale faranno sentire la voce della giustizia dinanzi la sede della Regione. La sete di giustizia di un intero settore dovuta dalla vicenda del dumping contrattuale, inerente la questione dei rimborsi relativi al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della sanità privata. Quindici giorni fa da palazzo Santa Lucia traspirava fiducia e sostegno nei confronti di quei lavoratori che ricevono “delle vere ingiustizie”, a punto tale che i dirigenti regionali si sono detti “pronti a sostenere questa battaglia anche a livello nazionale, coinvolgendo i piani alti di Roma”.

Ma i lavoratori e tutti coloro che si riconoscono nel nome del Comitato Giustizia contrattuale si sentono traditi. “Oggi la regione – si legge in una nota – riceve le associazioni datoriali dopo aver rinviato sine die un incontro che aveva nei giorni scorsi con noi e i sindacati. Siamo sorpresi, perché la stessa regione ci aveva detto di condividere pienamente la necessità di farla finita con il dumping contrattuale, che vede centri accreditati applicare contratti cosiddetti pirata. Contratti che tolgono ai lavoratori, secondo stime, oltre 25 milioni l’anno, con conseguenze gravi anche sui servizi ai cittadini. Oggi invece la regione riceve proprio quelle associazioni che vogliono mantenere il devastante dumping contrattuale”.

Un incontro che lascia molti interrogativi a coloro che sono alla ricerca di giustizia. “Perché? Per lasciare le cose come stanno? Per perseverare in una ingiustizia assurda che vampirizza i lavoratori, i centri virtuosi e il servizio sanitario pubblico? Per noi è inaccettabile – il commento di sfogo -. Non è pensabile che ci siano centri che, prendendo dalla regione le stesse tariffe, paghino i lavoratori fino al 44% di meno, lucrando sulla pelle di chi lavora e di chi ha bisogno di cure”. “Ci appelliamo al governatore Vincenzo De Luca – conclude la nota – perché la questione è politica, di giustizia sociale, di tutela del servizio pubblico”.

Redazione

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