Campania

Sanità, radioterapia verso lo stop, contratti in ritardo

Radioterapia accreditata in allarme: senza contratti e budget 2026 a rischio lo stop delle prestazioni salvavita in Campania

La sanità privata accreditata della Campania torna a lanciare l’allarme, ora tocca al settore della radioterapia A distanza di sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione regionale, il comparto denuncia il ritardo nella definizione della programmazione 2026 e dei relativi contratti con le Asl, una situazione che rischia di compromettere la continuità dei servizi e di riaprire la stagione dei contenziosi che in passato ha inciso pesantemente sui conti della sanità regionale.

Il sistema degli erogatori accreditati opera infatti sulla base di budget annuali assegnati dalle Aziende sanitarie locali, definiti attraverso accordi contrattuali calibrati sul fabbisogno assistenziale della popolazione. L’assenza di una programmazione definitiva sta però alimentando crescente preoccupazione tra gli operatori del settore.

Dopo la recente proclamazione dello stato di crisi da parte delle case di cura private accreditate, ora è il comparto della radioterapia ad annunciare iniziative di protesta.

«Prestazioni salvavita»

Le strutture territoriali private accreditate, una dozzina in tutta la regione, hanno infatti comunicato la possibile sospensione delle prestazioni erogate in convenzione con il Servizio sanitario regionale. Alla base della decisione vi è l’impossibilità di sostenere i costi di gestione in assenza di contratti e di adeguate garanzie economiche. Si tratta di centri che assicurano trattamenti oncologici altamente specialistici e completamente gratuiti per i pazienti, contribuendo in maniera determinante alla riduzione delle liste d’attesa, al rispetto dei tempi previsti dalla rete oncologica e a un’offerta uniforme delle cure sull’intero territorio regionale.

«Parliamo di prestazioni salvavita e non differibili che richiedono una programmazione puntuale e un’attenta attività istruttoria», sottolinea il Sindacato nazionale radiologi. Bruno Accarino, rappresentante dell’associazione di categoria, ricorda come la Regione sia già intervenuta negli anni scorsi per evitare il rapido esaurimento dei tetti di spesa destinati alla radioterapia. «Per il 2025 – spiega – era stato stabilito che i contratti prevedessero acconti mensili pari all’85% della produzione, liquidabili anche oltre i limiti di spesa previsti dagli schemi contrattuali tra Asl e strutture accreditate». Attualmente i contratti risultano definitivi solo per il 2024, mentre per il 2025 sono ancora provvisori. Una situazione che interessa anche il settore della dialisi, altro comparto che garantisce prestazioni ambulatoriali essenziali e salvavita.

«Siamo ormai alla fine di giugno 2026 – evidenzia ancora Accarino – ma non sono stati ancora individuati né i volumi di attività né i relativi limiti di spesa. Le strutture stanno operando in regime di proroga, senza un vero titolo contrattuale e facendo riferimento ai volumi del 2025, già ritenuti insufficienti rispetto ai bisogni reali. In queste condizioni diventa impossibile continuare a garantire il servizio, anche considerando gli elevati costi di gestione e il pagamento del personale».

Palazzo Santa Lucia

Dalla Regione Campania, tuttavia, arrivano rassicurazioni. Fonti dell’amministrazione spiegano che la programmazione per il 2026 è attualmente in fase di definizione. Sono state completate le verifiche sui consuntivi economico-finanziari delle Asl relativi al 2025 e, concluso l’iter istruttorio, si procederà a breve con l’approvazione della pianificazione delle attività riguardanti tutti i settori della sanità privata accreditata, dall’ospedalità privata alla riabilitazione, dalla dialisi alla radioterapia, fino alla diagnostica per immagini e agli altri servizi sociosanitari.

Redazione

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