Il Centro di Riabilitazione Villa dei Fiori di Nocera Inferiore interviene dopo la morte di Ruslan, il ventiquattrenne con autismo precipitato dal balcone di una struttura riabilitativa a Pozzuoli. La vicenda è stata raccontata oggi da Il Mattino. Secondo la struttura, il caso impone una riflessione sulla tutela delle persone con disabilità gravi e gravissime e rilancia le criticità che il centro attribuisce al Distretto 35 dell’ASL Napoli 2 Nord, già oggetto di una segnalazione alla magistratura.
Villa dei Fiori si dice «sgomenta» per quanto accaduto e ricorda le parole della madre del giovane, che ha denunciato come il figlio avrebbe dovuto essere assistito giorno e notte. Spetterà alla magistratura accertare circostanze ed eventuali responsabilità. Per il centro, però, la vicenda pone una questione più ampia: la protezione di chi ha bisogno di assistenza e sorveglianza continuative.
La struttura sostiene di denunciare da anni i rischi di una politica sanitaria che, per contenere la spesa, avrebbe ridotto le risorse destinate ai più fragili. A suo dire, pazienti con patologie gravissime e disturbi comportamentali vengono ricondotti a setting assistenziali con standard di personale molto più bassi di quelli della riabilitazione ex art. 26. Secondo i dati citati dal centro, il passaggio ad alcuni setting sociosanitari può comportare un taglio delle ore complessive di assistenza superiore al 50%. «Ma ridurre le ore di assistenza non significa ridurre la gravità della disabilità», sottolinea Villa dei Fiori.
Il 23 settembre scorso il centro ha presentato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Napoli sull’operato del Distretto Sanitario 35. Vi si lamentano irregolarità nella composizione delle commissioni di valutazione, incongruenze nei verbali e decisioni che, secondo la struttura, avrebbero causato un ingiustificato declassamento assistenziale di pazienti con disabilità gravissime. Anche su questi aspetti la parola passa alla magistratura.
Villa dei Fiori richiama poi un altro elemento. Con Determina Dirigenziale n. 289 del 14 gennaio 2026, lo stesso Distretto 35 ha autorizzato presso il centro I.FL.HAN. di Pozzuoli un trattamento riabilitativo residenziale ex art. 26, con doppio tutoraggio individuale per 14 ore giornaliere. Nell’atto si dà conto della necessità di ricorrere al «fuori accreditamento» in condizioni di particolare gravità clinica, comportamentale e assistenziale, «nelle more di un progetto aziendale specifico per tale tipologia di pazienti».
Per il centro è un riconoscimento significativo: il Distretto ammetterebbe che alcune condizioni richiedono interventi straordinari non coperti dai modelli assistenziali ordinari. Di qui la domanda: come si concilia questa posizione con le decisioni dello stesso Distretto che, in altri casi, hanno portato a un declassamento contestato dalla struttura anche davanti alla magistratura? «Non chiediamo trattamenti identici per pazienti diversi», precisa Villa dei Fiori, «ma che ogni persona riceva l’assistenza effettivamente necessaria, sulla base di valutazioni cliniche rigorose, trasparenti e conformi alla normativa».
Il centro tiene distinte queste criticità dall’impegno dell’attuale amministrazione regionale, con la quale è in corso un confronto per superare i problemi accumulati negli anni precedenti. La strada indicata è una riorganizzazione dell’assistenza che metta al centro i bisogni clinici e non la sola classificazione amministrativa dei trattamenti.
In questa direzione Villa dei Fiori ricorda di aver promosso, già nella scorsa legislatura regionale, una proposta di legge per istituire un setting assistenziale specifico per le persone con disabilità gravi e gravissime. Il modello prevede personale qualificato, livelli adeguati di assistenza, continuità terapeutica e sorveglianza commisurata alle condizioni dei pazienti. Il centro auspica che il lavoro dell’amministrazione regionale permetta di riprenderla, con il coinvolgimento di famiglie, specialisti e strutture.
«La tragedia di Pozzuoli non deve diventare soltanto un’altra dolorosa notizia di cronaca», conclude la struttura. «Il risparmio nella sanità è un obiettivo legittimo soltanto quando non si traduce in una riduzione delle tutele per chi, più di ogni altro, ha bisogno di essere protetto».
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