Cultura

E’ la notte de la Materdomini

Fede e tradizioni ardono speranza e gioia

All’alba di questa mattina le porte del Santuario de la Materdomini si sono aperte ai tanti pellegrini, uniti nella preghiera e nella tradizione. Una notte davvero particolare quella vissuta dalla comunità di Nocera Superiore che ha visto accogliere, dinanzi l’icona della Madonna Bruna, i tanti pellegrini provenienti dall’Agro Nocerino Sarnese, dalla Valle dell’Irno e da quella Metelliana, nonché dai paesi vesuviani. Con devozione e preghiera, i pellegrini della notte hanno raggiunto il Santuario, custodito dai Frati Minori. Accompagnati dai Carri Mariani, i fedeli in transito tra le strade nocerine hanno dato inizio alla festa, alternando momenti di preghiera e di folklore.

Nella piazza antistante la Basilica ha avuto luogo la celebrazione solenne della Santa Messa, presieduta dal vescovo monsignor Giuseppe Giudice, vescovo della diocesi Nocera Sarno. Alla celebrazione liturgica, ha partecipato tutto il clero diocesano e foraniale. “Abbiamo bisogno di serietà – le parole di monsignore Giudice durante l’omelia -. La nostra fede e devozione scriva pagine nuove di civiltà, serietà, accoglienza e umanità. L’uomo non è ridotto a cosa. Se questo non avviene tutte le nostre devozioni sono false”.

E ancora, aggiunge il vescovo, “dinanzi all’icona della Vergine un popolo che ha camminato nella notte che porta nel cuore tante speranze, ferite, gioie. Siamo venuti insieme nella notte verso la luce perché è nella notte che bisogna sapere attendere la luce. Abbiamo bisogna di riconciliarci, riprendiamo il cammino verso ciò che è serietà, semplicità, sobrietà, verità anche nelle nostre feste. Liberiamole dalle tante scenografie – in riferimento, presumibilmente, anche alle polemiche circa la troppa sobrietà del programma civile dei festeggiamenti e delle luminarie – che sono a coperture della nostra povertà riprendiamo la serietà e la semplicità della fede”. 

Antichi canti popolari intonati da uomini e donne in onore della Madonna, il suono e i balli delle classiche tammurriate e i tanti toselli a devozione. Questa la vera festa e la vera devozione di una fede e tradizione che assolutamente non deve dividere, ma unire e tramandarla ai posteri che verranno.

Christian Geniale

Redazione

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