Cultura

Fede, riti e tradizioni della Pasqua

Dalla discesa dei Santi dal Santuario di Montalbino alla processione del Venerdì Santo di Pucciano, tra fede e tradizione, la Pasqua a Nocera

di Christian Geniale

Con la Domenica delle Palme e il ricordo dell’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, si è aperta la Settimana Santa, giorni intensi e di profonda riflessione, per vivere a pieno la Pasqua di Resurrezione. Un periodo dell’anno liturgico caratterizzato dalla celebrazione di riti significativi che si mescolano a pratiche extra liturgiche, dettate dalla pietà popolare e dalla tradizione, intensa come memoria storica della testimonianza di fede di un territorio. Il periodo pasquale nelle due città di Nocera è ricco in tal senso, con i suoi riti tramandati negli anni.

A cominciare dal pomeriggio della Domenica delle Palme. Dopo la celebrazione del mattino, con la benedizione dei ramoscelli d’ulivo, simbolo di pace e rinascita umana, Nocera Inferiore ha vissuto la tradizionale discesa dei Santi che, dal Santuario dei Miracoli di Montalbino, vegliano e proteggono la città. Si tratta della Madonna dei Miracoli e dei santi Eligio e Emidio. Un rito antichissimo che, per esigenze di sicurezza, ha subito delle modifiche. Accompagnati dal canto dei fedeli, le effige dei santi hanno attraversato alcune strade della città per giungere alla cappella di San Rocco. Qui le tre statue resteranno sino al lunedì di pasquetta.

I giorni che conduco al Triduo pasquale sono i più intensi per un cristiano, dove anche la natura pare voglia vivere in profonda riflessione questi giorni così importanti. “E’ tiemp e Passion” recita il detto dei nonni, sottolineando come anche il cielo, uggioso e triste, vive questo momento. Il Triduo si apre il Giovedì Santo con due celebrazioni importanti e significative. Al mattino, in cattedrale, la celebrazione della Messa Crismale presieduta dal vescovo Giuseppe Giudice, alla presenza dei parroci, religiosi e laici della diocesi, con la consegna ai sacerdoti degli oli santi che verranno utilizzati nel corso dell’anno.

A sera, invece, la celebrazione della Messa in Coena Domini e il rito della lavanda dei piedi, a ricordare le ultime ore che Gesù ha trascorso con i Dodici Apostoli. Nelle due Nocera, come in tante realtà dell’Agro nocerino sarnese, la sera del giovedì vede mescolare fede e tradizione. Nelle chiese viene allestito l’altare della reposizione e l’esposizione del Santissimo Sacramento. Per la tradizione popolana, invece, è “la sera dello struscio e la visita a cinque o sette sepolcri”, un numero dispari e non pari. Un significato completamente diverso da quello liturgico, perché l’altare allestito a custodire l’Eucarestia, non è la rappresentazione del luogo dove venne deposto Gesù dopo la morte di croce.

Il Venerdì Santo, il giorno più intenso del triduo, giorno della mestizia, del dolore e della penitenza per la Passione e morte di Gesù. Accanto alle celebrazioni previste dal messale romano, quale l’adorazione alla Croce, sono diverse le pratiche extra liturgiche che spesso si celebrano proprio in questo giorno, per rievocare e ripercorrere il cammino di Gesù verso il Golgota, il luogo della crocifissione, e meditare sulla Passione. Nocera Superiore e la parrocchia di San Giovanni Battista di Pucciano rivive il Venerdì Santo con una suggestiva processione, caratterizzata da più di 200 figuranti che ripercorrono gli ultimi tre anni di vita pubblica del Cristo. Un rito di fede e devozione popolare che si tramanda da oltre 100 anni. Una processione che va ben al di là di un simbolo, di una rievocazione, diventa concreta materializzazione del cammino di Gesù verso la morte di croce. Anche l’altra città di Nocera vive la sua Passione, con la processione di Gesù morto che dalla chiesa di San Matteo attraversa diverse strade della città.

Il Sabato Santo, giorno del silenzio e della preghiera, non si celebrano messe, perché quella iniziata la sera del Giovedì si conclude nella Veglia di Pasqua. Un silenzio spirituale che, verso mezzogiorno, comincia a smuoversi con i rumori e i profumi della cucina, ed ecco che ritorna la tradizione popolana. Nelle cucine fervono i preparativi dei casatielli, le pastiere di grano ultimate riposano in attesa di essere gustate e, dai cortili e dai balconi, si alzano nubi prodotte dalle fornacelle dove ardono i carciofi che non possono proprio mancare sulle tavole nostrane. Tutto questo, è la Pasqua a Nocera.

Christian Geniale

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