Si alza maestosa verso il cielo leggermente striato di nuvole. Si stacca poderosa dal soffitto di un capannone industriale dove anni fa decine di donne pelavano i pomodori per conservarli nelle scatole di latta. È la ciminiera di una delle tante fabbriche conserviere che alimentavano l’economia di Nocera Inferiore e dell’Agro nocerino sarnese.
La foto di Pino Angrisani con la didascalia “la solitudine dei grandi”, riporta alla mente la città contadina ed operaia caratterizzata dalle sue 100 ciminiere e ricordata con enfasi nei libri di Domenico Rea. L’istantanea emoziona e, nello stesso tempo, mette un pizzico di malinconia. Ma anche speranza. Non ci sono più le ciminiere, strutture sconosciute ai giovani ma presenti nella memoria dei più anziani. C’è, però, tanta voglia di riscatto.
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