Cultura

L’arte per non dimenticare l’olocausto

Al battistero di Nocera Superiore l’arte di Lorenza Mazzetti testimone dell’olocausto. L’iniziativa è del museo San Prisco e della Diocesi di Nocera Sarno

Lorenza Mazzetti

Anche l’arte è preziosa per non dimenticare l’orrore dell’olocausto. “Album di famiglia, diario di una bambina sotto il fascismo” è la mostra dedicata alle opere e alla vita della regista Lorenza Mazzetti, scrittrice e pittrice italiana, scomparsa all’età di 92 anni lo scorso 4 gennaio. L’iniziativa, promossa dalla diocesi di Nocera Inferiore – Sarno attraverso il museo diocesano “San Prisco”, si arricchisce della mostra fotografica “Diario di famiglia” della nipote Eva Krampen Kosloski.

Ad ospitare l’esposizione sarà la suggestiva cornice del Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore che, per l’occasione, sarà illuminato con luci artistiche. Questo venerdì, giorno d’apertura, saranno presenti Paola Mazzetti, sorella gemella di Lorenza, e la nipote Eva. 

Saranno esposti 25 dipinti di vario formato che raccontano la vita di Lorenza fino al terribile giorno in cui la sua famiglia fu sterminata dalla furia nazista. Lorenza e la sorella gemella Paola, infatti, rimaste orfane della mamma morta poco dopo il parto, vissero con gli zii Cesarina Mazzetti e il marito Robert Einstein, cugino di Albert Einstein, fino al 3 agosto del 1944 quando la famiglia fu trucidata dai tedeschi in quella che è ricordata come la strage del Focardo a Rignano sull’Arno.

I dipinti in esposizione sono delle opere intense e cariche di significato e “semplici” da un punto di vista tecnico, destinati ad ogni genere di pubblico.

Il battistero di Nocera Superiore

“L’evento – ha spiegato il direttore del museo, Salvatore Alfano – mira al raggiungimento di un duplice obiettivo. Da un lato la presentazione di una pluralità di linguaggi, tutte espressioni della capacità umana di raccontare la vita con segni e modi diversi, ma tutti ugualmente efficaci. D’altro canto, però, auspichiamo che la cifra stilistica delle opere presentate sia non tanto un fine quanto un veicolo per aprire una discussione, mai completata, sulla memoria e sulla necessità sempre urgente ed attuale di comunicazione tra le diverse religioni e filosofie di vita”.

L’esposizione, visibile da questo venerdì sino al 15 febbraio, vuole fare memoria degli orrori del passato. Occasione anche per le scolaresche del territorio che, attraverso i dipinti, potranno fare memoria di quei tragici momenti. “Una mostra – ha detto Alfano – per fare memoria del passato, per stare insieme nel presente e per pensare, sempre insieme, un futuro migliore”.

Christian Geniale

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