Cultura

“L’Essere &L’Umano”, venerdì al Diana “Hallo! I’m Jacket!”

“Hallo! I’m Jacket!”, inserito nella rassegna creata da Artenauta, è un mix tra gag e commedia, un attacco ironico contro i dettami televisivi e mediatici

Dopo il debutto con “Danzando con il mostro”, il teatro Diana di Nocera Inferiore è pronto a ospitare il secondo spettacolo della rassegna “L’Essere e l’Umano” curata da Artenauta. Venerdì sera, alle ore 20.30, su il sipario per “Hallo! I’m Jacket!”, uno spettacolo fortemente ironico che vede la regia di Elisa Canessa, con protagonisti Federico Dimitri e Francesco Manenti, produzione di Compagnia Dimitri/Canessa e Sosta Palmizi.

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Il secondo spettacolo della rassegna teatrale ideata da Simona Tortora, è il riflesso ridicolo e dissacrante di un sentire che trae invece origine da riflessioni ben più amare, che riguardano in generale il cosiddetto “mondo contemporaneo”, con la sua rapidità da fast food mediatico, cultura usa e getta e ansia performativa. Immersi fino al collo in una realtà che sembra dare sempre più credito a ciò che semplicemente è di tendenza, ci “facciamo beffa” di questo nostro essere costantemente assillati dall’idea di essere: Produttivi! Seduttivi! Interessanti! Alternativi! Fighi! Indipendentemente da quali siano i contenuti e i saperi.

L’amarezza lascia però spazio totale alla buffoneria, alla presa in giro, all’ironia surreale. In questo mondo così caricaturizzato, qual è il rapporto dell’artista con la creazione? Con lo stare in scena? Con l’esibire se stesso su un palco vuoto? Cos’ha da dire questo teatro contemporaneo? In Hallo! I’m jacket! tutto viene estremizzato: la performance artistica è metaforicamente tradotta con la prestazione sportiva. Il performer, un atleta che, sul palco, sventola con convinzione la bandiera bianca della mancanza totale di contenuti. Sul volto, lo smagliante sorriso dell’idiozia.

Il teatro, è paradossalmente trasformato nello stadio che accoglie l’attesissimo “campionato mondiale della performance”. Hallo! I’m Jacket! è la ridicola caricatura di un mondo zoppo, ma che corre trafelato verso il successo. Un successo qualsiasi. Un mondo paradossalmente svuotato di senso e di contenuto. Di amore e di poesia.

Redazione

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