Trecento scatti tra arte e vita quotidiana raccontano l’Eritrea coloniale e la storia della famiglia Fresa tra Italia e Africa
Il Mudif, – Museo Didattico della Fotografia – arricchisce il proprio patrimonio con un nuovo fondo fotografico di grande valore storico e documentale. Si tratta del “Fondo Fresa”, una raccolta di circa 300 scatti che restituisce uno spaccato vivido della prima metà del Novecento, offrendo al contempo una significativa lettura etnografica delle popolazioni dell’Eritrea in epoca coloniale.
A donare il fondo è stato Claudio Campanelli, discendente per linea materna del pittore Francesco Fresa, autore delle fotografie. Le immagini immortalano momenti di vita familiare, scene quotidiane, paesaggi nei dintorni di Asmara e opere artistiche, componendo un mosaico visivo che attraversa esperienze private e contesti storici più ampi.

Particolarmente rilevante è l’aspetto tecnico della collezione: molte fotografie sono realizzate con procedimenti storici come l’albumina e la gelatina ai sali d’argento, diffusi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, oltre alla cianotipia, tecnica che sfrutta la luce solare per produrre immagini nelle caratteristiche tonalità blu di Prussia. Un patrimonio che, oltre al valore iconografico, rappresenta anche una risorsa preziosa per lo studio e il recupero delle antiche tecniche fotografiche.
“Il Fondo Fresa è estremamente interessante perché raccoglie fotografie che rappresentano lo spaccato di un’epoca attraverso il vissuto della famiglia Fresa, tra le più importanti dell’Agro nocerino-sarnese”, ha dichiarato Rosario Petrosino, direttore del Mudif. “Grazie alla fiducia accordata da Claudio Campanelli, continuiamo a ricomporre i tasselli della storia locale, con echi che si estendono ben oltre il territorio. Parallelamente, portiamo avanti il lavoro di restauro e recupero delle tecniche fotografiche ormai cadute in disuso”.



La figura di Francesco Fresa emerge come centrale non solo per la produzione fotografica, ma anche per il suo percorso artistico e biografico. Nato a Nocera Superiore nel 1891, primogenito di un’antica famiglia originaria di Ravello, Fresa si forma presso il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli, specializzandosi in pittura di figura. Dopo l’arruolamento durante la Prima guerra mondiale, viene destinato nel 1916 in Eritrea, dove continua a operare come pittore, decorando ambienti militari, chiese, conventi e teatri.
“La mia Africa”
Terminato il servizio militare, sceglie di restare in Africa, lavorando anche nel governatorato inglese di Khartum. Rientra temporaneamente in Italia nel 1921, per poi tornare in Eritrea nel 1923, dove vivrà fino alla morte, avvenuta ad Asmara nel 1955 in seguito a una caduta durante la realizzazione di un affresco.
L’importanza della famiglia Fresa sarà al centro anche dell’incontro “Gli anfiteatri della Campania antica”, organizzato dal Gruppo Archeologico Nuceria in occasione del centenario della scoperta dell’anfiteatro dell’antica Nuceria Alfaterna. L’appuntamento è fissato per venerdì 8 maggio, alle ore 19.30, presso la biblioteca del Convento Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore, e vedrà tra gli interventi anche quello di Claudio Campanelli, rappresentante del fondo documentale “Famiglia Fresa”.
Con questa acquisizione, il Mudif consolida il proprio ruolo nella tutela e valorizzazione della memoria fotografica, intrecciando storia locale e dimensione internazionale attraverso immagini che raccontano un passato complesso e stratificato.


