A Nocera Inferiore il ricordo di due giovani morti sul lavoro diventa mobilitazione: presidio e proposte contro sfruttamento e insicurezza
L’11 aprile segnerà un anno dalla morte di Yassine Bousenna, il giovane diciassettenne abbandonato in pronto soccorso dopo un incidente sul lavoro. Un lavoro irregolare, privo di tutele e diritti. Una vicenda che ha scosso profondamente la comunità, lasciando aperti interrogativi che, a distanza di mesi, restano ancora senza risposta.
Eppure, la tragedia di Yassine non è rimasta un caso isolato. Meno di due mesi fa, il 23 febbraio, un’altra giovane vita è stata spezzata: quella di Carmine Albero, morto schiacciato da un automezzo in movimento. Anche in questo caso, una presenza che non avrebbe dovuto essere lì, in condizioni che sollevano dubbi e responsabilità.
Due morti in meno di un anno, entrambe avvenute a Nocera Inferiore. Due storie diverse, ma unite da un filo comune: il lavoro precario, irregolare, privo di sicurezza. Parlare di fatalità, in questi casi, rischia di diventare una semplificazione pericolosa. Per molti, invece, si tratta di sfruttamento, di un sistema che continua a mettere a rischio la vita dei più giovani e vulnerabili.

Di fronte a questi eventi, cresce la necessità di una presa di coscienza collettiva. Come cittadini, ignorare quanto accaduto significherebbe accettarlo. Interrogarsi, invece, su quanto queste morti potessero essere evitate diventa un passaggio fondamentale per trasformare il dolore in azione.
Per questo, sabato 11 aprile, è stata organizzata una giornata di mobilitazione e memoria. L’iniziativa prevede un presidio davanti alle aziende dove si sono consumate le tragedie, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su quanto accaduto. A seguire, alle ore 10, 30, si terrà una conferenza stampa in via Carrara D’Amora, durante la quale verranno presentate tre proposte concrete. Proposte che non si rivolgono soltanto alle amministrazioni locali dell’Agro nocerino-sarnese, ma che ambiscono a raggiungere i livelli legislativi nazionali, nella speranza di incidere realmente sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza.
L’iniziativa è promossa da un ampio fronte di organizzazioni politiche, sindacali e associative: Anpi Nocera-Pagani, Cgil Salerno, Cobas, Unione Sindacale di Base, Avs e Si Nocera, Fronte Comunista e Fronte Giovanile Comunista, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo – Agro Nocerino-Sarnese e Unione Giovani di Sinistra.


