Un semplice equivoco si è trasformato, nel giro di poche ore, in una notizia capace di allarmare un’intera città. È accaduto a Nocera Inferiore, dove questa mattina si è diffusa rapidamente la voce di una presunta chiusura del Museo archeologico provinciale dell’Agro nocerino-sarnese, ospitato nel complesso conventuale di piazza Sant’Antonio.
L’allarme sarebbe nato al termine della tradizionale Messa dedicata a Sant’Antonio. Alcuni membri dell’organizzazione laica dell’Ordine francescano secolare (Ofs) avrebbero infatti interpretato erroneamente la presenza del registro delle presenze all’ingresso del museo come una raccolta firme finalizzata a scongiurare la chiusura della struttura. Nel corso delle conversazioni successive, qualcuno avrebbe sottolineato il numero limitato di visitatori e la necessità di sostenere il museo, lasciando intendere che potesse esistere un rischio per il suo futuro.
Da quel momento il passaparola ha amplificato il fraintendimento. In breve tempo molti cittadini si sono convinti che fosse stata avviata una petizione urgente per salvare il museo e hanno iniziato a mobilitarsi, invitando conoscenti e familiari ad aderire all’iniziativa.
A chiarire definitivamente la situazione sono stati i responsabili della struttura. «Non esiste alcuna raccolta firme e non è previsto alcun provvedimento di chiusura», hanno spiegato dal museo, precisando che l’intera vicenda è nata da una semplice incomprensione.
Anche l’associazione Noukrìa è intervenuta per smentire le voci circolate nelle ultime ore, confermando il regolare svolgimento delle visite guidate di domani inserite nel programma della manifestazione «I tesori di Nuceria».
L’ipotesi di una chiusura appare ancor più lontana se si considera che il museo è attualmente al centro di un percorso di valorizzazione. Lo scorso marzo, infatti, la Provincia di Salerno ha avviato il progetto «ArtMuseum», finanziato dalla Regione Campania, con l’obiettivo di innovare la fruizione del patrimonio archeologico attraverso la digitalizzazione delle collezioni e l’introduzione di strumenti basati sulla realtà aumentata e virtuale. Un programma quinquennale pensato per rendere il museo sempre più moderno, accessibile e attrattivo.
Fondato nel 1965 all’interno di un’ala dell’antico convento dei frati minori, risalente alla seconda metà del XIII secolo, il Museo archeologico provinciale custodisce testimonianze fondamentali per la ricostruzione della storia dell’Agro nocerino-sarnese. Le sue sale raccontano l’evoluzione del territorio dalle prime culture della Valle del Sarno alla nascita di Nuceria, attraverso reperti provenienti da decenni di campagne di scavo nelle aree urbane e nelle necropoli dell’antica città e di altre zone dell’Agro.
Tra gli ambienti più suggestivi figura la cosiddetta «sala della congiura», legata alla tradizione secondo cui nel 1385 alcuni cardinali vi si sarebbero riuniti per organizzare una congiura contro papa Urbano VI. Se da un lato il malinteso ha generato preoccupazione, dall’altro ha avuto l’effetto di riportare al centro dell’attenzione pubblica una delle istituzioni culturali più significative del territorio.
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