Domani sera ultimo spettacolo della rassegna L’Essere & L’Umano che vedrà salire sul palco Artenauta Teatro con “Alla fine ci arrivano tutti”
Ultimo atto per l’edizione 2025 della rassegna L’Essere & L’Umano, il progetto teatrale curato dalla direzione artistica di Simona Tortora cuore pulsante di Artenauta Teatro. Domani sera al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore in scena Alla fine ci arrivano tutti, L’opera è liberamente tratta da “Il povero Piero” capolavoro di Achille Campanile. La performance vede protagonista sul palco la Compagnia Artenauta Teatro, con la drammaturgia e la regia di Simona Tortora, luci e tecnica di Giuseppe Petti.
Lo spettacolo
Da molti accostato alla poetica di Pirandello, il romanzo “Il povero Piero” – pubblicato nel 1959 – raccontava le vicende intorno alla morte apparente del protagonista Piero e dell’ipocrisia di un’umanità incattivita. La pièce diventò presto antesignana del teatro dell’assurdo, contendendo il podio più alto ad un altro gigante del teatro europeo, Eugène Ionesco. Simona Tortora prende l’opera di Campanile, la riscrive portandola ai giorni nostri e mostrando come con ironia e satira beffarda si possano esorcizzare le contraddizioni dell’umanità, in vita come di fronte alla morte.
«“Alla Fine ci arrivano tutti” è una commedia dell’equivoco, la trama prelude ad eventi surreali cui si imbatteranno i personaggi dopo la morte del protagonista, ritmati da un andirivieni di parenti e amici portatori di un ipocrita perbenismo di circostanza, oltre che di volgarità e vizi scanditi da raffinata e graffiante ironia – ha spiegato la regista Simona Tortora – Lo spettacolo, dopo “TU 2.0” ed “Ernesto”, chiude una trilogia drammaturgica e di regia del lavoro della compagnia sulle ambiguità della società, su quanto siano sfaccettati i caratteri umani, capaci di indossare maschere multiformi, dove il reale supera di gran lunga l’immaginazione. Il genere umano ne esce malconcio, in alcuni casi da rifare totalmente le tappe evolutive dell’animo gentile, salvo poi piccole e rare eccezioni per cui si può sperare».


