Cultura

Scianel di Gomorra al Duomo di Salerno

Con la loro intensità espressiva Cristiana Donadio e Ginestra Paladino interpreteranno “Jastemma”, spettacolo rientrante nella rassegna Campania Teatro Festival

Il Duomo di Salerno farà da cornice alla prima nazionale di “Jastemma”, uno spettacolo che attraversa e fonde arti diverse, mirando dritto al cuore del pubblico, grazie alle interpretazioni di Cristina Donadio e Ginestra Paladino. La serata evento, in programma domani sera alle ore 22.30, rientra nel cartellone promosso dal Campania Teatro Festival e vede la collaborazione di Salerno Letteratura. Lo spettacolo ruota attorno a una bestemmia d’amore che si fa canzone, parola e segno.

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Le canzoni sono quelle degli ‘A67, le parole quelle di tre grandi scrittori, Viola Ardone, Luigi Romolo Carrino e Loredana Lipperini, recitate dal duo Donadio e Paladino, mentre il segno è quello inconfondibile di Mimmo Paladino. In questo modo si anima, lungo registri espressivi diversi ma convergenti, una rappresentazione scenica di un eterno dramma sentimentale in cui si declinano le infinite manifestazioni dell’amore: perso, rubato, sognato, consumato, finito e andato a male. Un flusso di coscienza fatto d’immagini, parole e canzoni che s’intrecciano e si rincorrono fino a diventare una sola parola, una sola immagine e una sola canzone che ci libera dalla tragedia del quotidiano.

Cristina Donadio e Ginestra Paladino, estremamente intense nel loro essere diverse e complementari, come il giorno e la notte, interpretano, sulle blue note degli ‘A67, i racconti ispirati alle loro canzoni. Un blues performativo, crudo e spietato che parte dal mondo degli ultimi, da quelli che neanche il sole riesce più a scaldare, ai quali l’amore appare come un enorme imbroglio, inerpicandosi verso affetti corrosi dall’abitudine per poi precipitare negli abissi di passioni che non concedono tregua né respiro.

Lo spettacolo “Jastemma”, per la regia di Raffaele Di Florio, è tratto dall’omonimo album (Squilibri) della rock band di Scampia, ‘A67. Album vincitore della targa Tenco come miglior disco in dialetto del 2022, nutriva già la vocazione e l’ambizione di trasformarsi in altro. A corredo delle dieci canzoni c’erano infatti i disegni e i dipinti di Mimmo Paladino e i racconti e le poesie  che quindici scrittori avevano composto ispirandosi a quelle canzoni, tra i quali spiccano Nicola Lagioia, Giuseppe Catozzella, Gianni Solla, Angelo Petrella e Alberto Rollo. Gli ‘A67 sono: Daniele Sanzone (Voce), Enzo Cangiano (Chitarra), Gianluca Ciccarelli (Basso), Mirko Del Gaudio (Batteria).

Redazione

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