Cultura

Una città da scoprire, la breve e intensa vita del letterato Saverio Costantino Amato

È morto a soli 21 anni Saverio Amato, il letterato di Nocera Inferiore che amava apprendere. Noto a Napoli, sconosciuto nella sua città

Nella città di Nocera Inferiore c’è una strada che da corso Vittorio Emanuele porta all’ufficio postale centrale, è intitolata a Saverio Costantino Amato. Ma chi era costui? Era nato a Nocera il 4 marzo 1816 e suo padre era il facoltoso possidente che comprò il complesso di San Giovanni in Parco in via Solimena quando il convento fu dismesso per le leggi napoleoniche.

Da bambino Saverio era svogliato, non amava né lo studio né la scuola finché la mamma, Raffaella Guarna, gli fece leggere un libro di Metastasio. Fu un autentico colpo di fulmine che lo spinse avidamente a imparare. Per fare questo non esitò a lasciare la città per andare a Napoli alla scuola del marchese Basilio Puoti. Qui si istruì studiando le opere di Dante, Tasso, Shakespeare, ammirando le opere di importanti pittori e apprezzando la musica di grandi compositori.  

In breve tempo iniziò a collaborare con riviste sia napoletane che milanesi. Le poesie che componeva erano malinconiche ma le novelle che scriveva spaziavano dalla rievocazione storica al colore locale, dalla cronaca vera ai voli fantasiosi per descrivere scene di intrighi. Saverio Costantino fu cosi descritto: “Leggiadro assai del viso… una pallidezza malaticcia lo copriva… gli occhi erano bruni, pensosi e malinconici”. La sua frenetica attività letteraria richiese forse uno sforzo che il suo fisico gracile e provato non poteva sopportare. Non è un caso la morte in giovane età, appena ventunenne, causata dalla tubercolosi. Saverio Costantino morì a Nocera il 10 novembre 1837.

Tale era l’affetto che il marchese Puoti nutriva per quel suo allievo che, non solo non esitò a venire a Nocera “apposta da Napoli, con molti dei suoi discepoli, per accompagnarne la salma al cimitero” e per dettare l’epigrafe sulla sua tomba, ma si prodigò perché i suoi scritti migliori non andassero dispersi. Furono raccolti difatti nel volume “Prose e versi” che fu pubblicato postumo nel 1838 mentre le “Novelle Storiche” videro la luce nel 1888. Adesso, quando passeremo per via Saverio Costantino Amato volgiamo un pensiero a questo giovane che seppe farsi valere, conoscere e apprezzare per la sua arte letteraria.

Marisa Croce

Redazione

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