Cultura

“Una storia vera”, il romanzo d’esordio di Angela Mogano

Un romanzo da scoprire, così come la storia raccontata dalla protagonista Maria, vicende che abbracciano gli avvenimenti di mezzo secolo

di Pasquale De Virgilio

Una voce letteraria da scoprire, quella di Angela Mogano: se ne apprezzano la delicatezza e l’empatia, l’intimismo e la schiettezza, l’immediatezza e l’autenticità del linguaggio particolare di ogni personaggio. Attraverso le parole di ognuna delle tre protagoniste di “Una storia vera”, Scatole Parlanti editrice, affiorano le differenze generazionali e caratteriali. Un testo che è una biografia, un romanzo di formazione, ma nello stesso tempo un diario del Novecento, dove si racconta il bellissimo e difficile ruolo della figlia, della sposa, della madre, della donna. Un romanzo che è anche un grido d’accusa contro l’ottusità e la crudeltà degli esseri umani, contro le regole insensate che non abbiamo la forza di cambiare.

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Un arco di tempo lungo, dagli inizi del Novecento alla fine degli anni Settanta. Una storia a tre voci: Luisa, la nonna, Ermelinda, la madre e Maria, la figlia. Un romanzo intenso costruito attorno a tre donne in grado di essere sempre se stesse nonostante l’ostilità del mondo e della Storia. Spetta infatti a quest’alleanza tutta femminile la titanica impresa di incarnare la vitalità della razza umana, attraverso i sentimenti, l’allegria, il coraggio, le lacrime.

Tutto inizia in una tiepida mattina di maggio quando la piccola Maria verrà a sapere che avrebbe conosciuto il nonno materno di cui non aveva mai sentito parlare. L’incontro sarà per lei un’esperienza scioccante che le farà scoprire la tragica storia della sua famiglia, a partire dal matrimonio della nonna Luisa, obbligata dietro minaccia dal futuro marito, uomo violento e dissoluto, la cui furia non si placherà nemmeno dopo la permanenza in galera. A farne le spese sarà la stessa Luisa. Attraverso uno struggente flashback Ermelinda, mette insieme i pezzi della sua vita fino all’incontro con il marito tornato in Italia dopo lunghi anni di prigionia in un campo di concentramento nazista.

Ed è qui che si innesta il toccante e delicato racconto di Maria: un’infanzia che fu solo un baluginio, la malattia e poi il collegio, la passione per il lavoro da sarta e la necessità di quello in fabbrica. Le ingiustizie del padrone, i soprusi, la lotta di classe e infine l’amore. Una vita, la sua, che invece di essere vissuta deve essere conquistata quotidianamente. Un viaggio nella memoria affascinante e difficile, un tuffo nel passato complesso e doloroso; fino ad instaurare un equilibrio tra la gioia e il dolore, tra lo strazio e la forza, tipica delle donne di ogni tempo che sanno rialzarsi anche dopo i drammi più insopportabili.

Pasquale De Virgilio

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