Dove hanno fallito inquinamento e traffico ha vinto il Coronavirus. La pandemia è riuscita a creare un asse tra i sindaci del territorio. E’ nato il Coordinamento dei sindaci dell’Area Nord della provincia di Salerno, una nuova definizione geografica che potrebbe sostituire nel futuro quella di Agro nocerino sarnese. A spingere sulla rinnovata sinergia tra i sindaci è stato Manlio Torquato che ha trovato immediatamente la disponibilità del collega Vincenzo Servalli, Giovanni Maria Cuofano e Giuseppe Canfora a cui è stata affidata la cabina di regia anche per la sua passata esperienza di presidente della Provincia e medico, considerato che il primo vagito del neo organismo è arrivato in piena emergenza sanitaria. Man mano si sono aggiunti gli altri sindaci del territorio.
La prima decisione presa dal Coordinamento è stata la chiusura dei supermercati nel fine settimana del 25 aprile. Poi la richiesta alla Regione Campania di poter processare i tamponi per il Coronavirus nel laboratorio dell’ospedale di Nocera. Ma il prossimo passo è ben più importante, la costituzione di un vero e proprio policlinico, un Dea di secondo livello mettendo insieme gli ospedali di Nocera, Scafati e Pagani, che sono insieme già primo livello, con l’ospedale di Sarno. Il progetto vede anche la partecipazione della sanità territoriale di Cava dè Tirreni perché un’ampia fetta di popolazione della Valle metelliana si riversa all’Umberto I e non al Ruggi di Salerno, azienda che incorpora l’ospedale di Cava.
La richiesta di Dea di secondo livello arriva dalla considerazione che le prestazioni che si effettuano in questi ospedali sono già di tale qualità specialistica. E’ di poche ore fa l’ultimo caso di un’attività multispecialistica con un intervento su una donna incinta di Sorrento arrivata all’Umberto I con emorragia cerebrale. E’ operata in Neurochirurgia per ridurre l’ematoma, i medici di Ostetricia le hanno fatto un taglio cesareo per far nascere il bambino che è stato poi affidato alla Terapia intensiva neonatale perché prematuro. La donna ora è in Rianimazione e ci sono, dicono i medici, buone speranze per salvarla. Il bambino, che pesa meno di un chilo, sta bene. Dunque, dicono sindaci e medici, l’ospedale e gli altri presidi collegati all’Umberto I, lavorano già da Dea di secondo livello, si tratta di una certificazione.
La richiesta non è una nuova, già lo scorso anno c’era stato un lungo braccio di ferro con il presidente Vincenzo De Luca e l’Asl Salerno. Tutto fu bloccato per una questione di numeri di abitanti. Oggi potrebbe essere superata inserendo nel progetto Sarno e Cava dè Tirreni ed una maggiore coesione tra i sindaci. Le città che hanno aderito al Coordinamento dell’Area Nord sono Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Cava dè Tirreni, Sarno, Castel San Giorgio, Roccapiemonte, Scafati, San Marzano sul Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, Pagani, attraverso la commissione prefettizia, San Valentino Torio il cui sindaco è anche presidente della Provincia.
Ma come sarà il futuro policlinico? In pratica già esiste, all’Umberto I c’è Neurochirurgia, Terapia intensiva neonatale e Pediatria, Rianimazione, Cardiologia, Gastroenterologia, Chirurgia Vascolare, Emodinamica, Otorino, Oculistica, Ginecologia, Microbiologia; al Tortora il polo oncologico, allo Scarlato Malattie infettive con il reparto Covid e Bronco pneumologia, al Villa Malta traumatologia ortopedica.
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