Fatti

Aumentano i pazienti senza cure, ora sono 208

Sono sempre di più i pazienti a cui il distretto 60 non ha dato il via libera alle cure, ora c’è anche chi non può neanche iniziarle

Cresce il numero di pazienti costretti a interrompere le cure di cui hanno bisogno perché manca l’autorizzazione del distretto sanitario 60. Nonostante le proteste, la mobilitazione, un appello che ha raccolto oltre mille firme in pochi giorni, le lettere inviate al distretto da sindaci e sindacati, il ricorso al magistrato da parte di molte famiglie, i malati sono ancora senza cure. L’unica cosa che è cambiata è che ora sono di più.

All’inizio di settembre erano 91, a loro però si sono aggiunti altri 29 malati che in questi giorni non hanno avuto l’autorizzazione da parte del distretto. Anche in questo caso si tratta in gran parte di bambini e anziani, affetti da patologie anche estremamente gravi. Ora in tutto sono 19 i bambini al di sotto dei 5 anni che hanno dovuto interrompere le cure, 59 invece quelli fra i 6 ed i 14 anni. Tra gli anziani ci sono 7 ultraottantenni e 2 ultranovantenni. Ma non sono gli unici pazienti senza cure.

Ieri il centro in cui erano in cura, Villa dei Fiori, ha inviato al distretto la consueta nota informativa sui pazienti in lista di attesa. Sono 89. Di questi, 36 sono bambini al di sotto dei 6 anni e 15 sono anziani ultraottantenni, uno dei quali ultranovantenne. Vale la pena capire cosa significa esattamente “lista di attesa”. Significa che ognuno di questi malati ha fatto un lunghissimo percorso medico – burocratico composto da ben nove passaggi. Un calvario tanto più pesante considerando lo stato di malattia in cui versano queste persone, spesso con enormi difficoltà motorie.

Alla fine di questo percorso il medico prescrittore e la Commissione specialistica della ASL (si chiama commissione UVBR) hanno prescritto il Piano terapeutico, ovvero le cure riabilitative di cui il paziente ha bisogno. Cure, va detto, necessarie e urgenti. Ma per farle, queste benedette cure, serve l’autorizzazione del Distretto, che però non la concede. Quindi? Quindi il malato resta, appunto, “in attesa”, senza poter effettuare le cure che la Asl gli ha detto di fare.

Quella che non resta in attesa, purtroppo, è la malattia. Il che significa che ad oggi tra malati costretti a interrompere le cure e malati che le cure non hanno potuto neanche iniziarle, siamo a 208 persone senza terapia perché il Distretto non ha concesso l’autorizzazione. Questo solo per i pazienti di Villa dei Fiori. È facile immaginare che il distretto non conceda l’autorizzazione neanche per gli altri centri, il che significherebbe che quel numero, 208, già di per sé inaccettabile, in verità è ancora più alto. Probabilmente quello che si sta per scoperchiare è un vero e proprio vaso di Pandora. Dentro ci sono decine e decine di malati e disabili, anche gravi e gravissimi, ai quali è vietato curarsi. Dentro, c’è anche la disperazione delle loro famiglie.

Redazione

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