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Camorra, raid contro ex pentito scampato a morte, due fermi a Pagani

Carabinieri e polizia fermano due pregiudicati, avrebbero sparato all’ex pentito Amoruso. L’attentato per la supremazia nel territorio

Tra le 26 persone fermate all’alba di oggi in un’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Salerno in diverse città della Campania e in altre regioni, ci sono anche diversi esponenti della criminalità dell’Agro nocerino sarnese. Il blitz ha messo a nudo due organizzazioni criminali che si erano diviso il territorio per lo spaccio della droga e le estorsioni. E, secondo la Dda, nel gruppo ci sono anche i due responsabili dell’attentato ai danni dell’ex collaboratore di giustizia Carmine Amoruso, ferito la settimana scorsa a San Marzano sul Sarno. Si tratta di Rosario Giugliano detto “o minorenne”, sessantenne di Poggiomarino ma da tempo a Pagani e Nicola Francese, 31enne di Pagani.

Nell’agguato del 13 aprile scorso furono esplosi diversi colpi d’arma da fuoco contro un’auto sulla quale viaggiavano Amoruso e il fratello. Il decreto di fermo ai due indiziati è stato notificato questa mattina a Pagani dagli uomini della Squadra Mobile di Salerno e dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore. Francese e Giugliano sono accusati di tentato omicidio pluriaggravato da premeditazione e dal metodo mafioso e di detenzione illegale di più armi da sparo.

Il provvedimento restrittivo, oltre che sugli elementi investigativi assunti subito dopo l’attentato, è fondato sulle risultanze di più complesse indagini coordinate dall’Antimafia nei confronti delle organizzazioni criminali operanti nel territorio del distretto di Salerno e sulle ramificazioni camorristiche esistenti tra l’Agro nocerino sarnese e l’hinterland napoletano.

Nel provvedimento della Dda viene sottolineata la valenza criminale di Giugliano, già condannato per numerosi omicidi ed estorsioni e la partecipazione alle organizzazioni mafiose di tipo camorrista capeggiata da Carmine Alfieri e, in particolare, della sua articolazione riferibile a Pasquale Galasso.

Le indagini hanno avuto una svolta quando gli investigatori hanno intercettato un colloquio di Giugliano in una mansarda di Pagani che il pregiudicato aveva adibito a base operativa dove pianificava le attività criminose. L’agguato all’ex pentito Amoruso non è andato a buon fine perché una delle due pistole utilizzate si è inceppata ma anche per la pronta reazione della vittima che, nonostante fosse ferito, è riuscito con l’aiuto del fratello a bloccare un’auto in transito per fuggire e recarsi all’ospedale di Sarno per farsi curare.

Secondo quanto ricostruito dall’antimafia l’agguato è stato eseguito con le modalità tipiche camorristiche. E in particolare, “precedendo e bloccando l’auto delle vittime, esplodendo colpi di arma da fuoco per bloccare il motore dell’auto e impedire la fuga della vittima, agendo in pieno giorno e in un luogo frequentato in quanto vicino al cimitero di San Marzano sul Sarno”.

L’uccisione di Amoruso, uscito volontariamente dal programma di protezione, sarebbe stata pianificata da Giugliano sia per assicurarsi il predominio del controllo criminale di quella porzione territoriale dell’agro nocerino sarnese dove l’ex pentito era deciso di affermare la propria presenza criminale, sia perché era ritenuto come un ostacolo agli interessi economici dell’organizzazione criminale che Giugliano aveva costituito. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nocera Inferiore a valutare gli indizi raccolti dalla polizia e dai carabinieri per la convalida del fermo.

Redazione

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